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Sindacato, gli iscritti nel 2014 sono in calo Aumentano i nuovi poveri, ora sono 14 mila

Gli strascichi della crisi pesano ancora come macigni a Reggio Emilia. Nel 2012 si contano infatti quasi 14.000 famiglie in situazione di povertà relativa, contro le 6.000 registrate nel 2009. Dall'i...

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Gli strascichi della crisi pesano ancora come macigni a Reggio

Emilia. Nel 2012 si contano infatti quasi 14.000 famiglie in situazione di povertà relativa, contro le 6.000 registrate nel 2009. Dall'inizio della crisi, inoltre, nel tessuto produttivo si sono persi circa 10.000 posti di lavoro. I dati sono quelli del sesto rapporto provinciale sull'economia e il lavoro dell'osservatorio della Cgil, presentato ieri mattina nel corso dell'attivo dei delegati. Oltre 400 i lavoratori presenti, in attesa dell'intervento del segretario nazionale Susanna Camusso. Sempre per quanto riguarda i dati sull'occupazione, spiega il rapporto, per la prima volta nel 2014 si assiste ad un disallineamento tra avviamenti al lavoro e occupati. In particolare, se gli occupati diminuiscono dello 0,9%, il numero degli avviamenti aumenta del 4%. I nuovi ingressi nel mondo del lavoro però sono improntati alla discontinuità lavorativa. Circa il 52% del totale degli avviamenti riguarda infatti contratti a tempo determinato. «Metteremo a regime un monitoraggio che ci consentirà di individuare quali sono le aree più critiche del territorio, anche a livello della contrattazione aziendale».

Lo dice il segretario provinciale, Guido Mora, annunciando nuove misure per bloccare i cedimenti che anche il sindacato reggiano, per quanto solido, comincia a registrare. Nel 2014 infatti gli iscritti sono calati di circa 2.500 unità, un dato non troppo preoccupante rispetto ai 112.000 tesserati, ma da non prendere sotto gamba.

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