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Come secondo lavoro faceva il pusher, arrestato operaio

Come secondo lavoro faceva il pusher, arrestato operaio

Bloccato all'uscita dal posto di lavoro: nel borsello 42 grammi di cocaina. In tasca 1.700 euro in contanti

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CAVRIAGO (REGGIO EMILIA). Operaio, incensurato, praticamente insospettabile. Invece, quello che hanno scoperto i carabinieri è che Antonio Maggiore, 32 anni, dietro a una vita all'apparenza normale aveva un "secondo lavoro" fuori legge: quello di pusher.

Per questo, i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Castelnovo Monti giovedì sera, al culmine di un servizio antidroga, lo hanno arrestato dopo averlo pizzicato al termine del turno di lavoro con 42 grammi di cocaina, suddivisa in dosi dentro quattro involucri, che nascondeva nel borsello a tracolla.

In sua disponibilità, i carabinieri, hanno trovato anche uno smartphone con i contatti con i clienti con cui comunicava tramite WhatsApp: i primi accertamenti hanno permesso di trovare messaggi riconducibili a ordinazioni di droga.

Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, l'uomo è stato arrestato. Nell’ambiente era noto come Toni: al termine del turno di lavoro si dedicava allo spaccio di cocaina. I carabinieri lo hanno bloccato all'uscita del lavoro, prima che salisse sulla sua Mercedes classe E. Nel vano portaoggetti c'era il bilancino elettronico per pesare le dosi. Nel portafogli 1.700 euro in banconote di vario taglio.

 

 

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