Eternit, i familiari studiano le mosse
Aggiornata a giovedì prossimo, a Torino, l'udienza preliminare per il caso Eternit bis. Ieri la difesa dell’imputato Stephan Schmidheiny ha chiesto al gup di trasferire il processo a Ivrea perché il...
Aggiornata a giovedì prossimo, a Torino, l'udienza preliminare per il caso Eternit bis. Ieri la difesa dell’imputato Stephan Schmidheiny ha chiesto al gup di trasferire il processo a Ivrea perché il primo dei 258 decessi contestati, avvenuto nel 1984, riguarda un ex dipendente Eternit di Cavagnolo (paese oggi sotto la competenza di Ivrea). La difesa ha posto una questione sulla legittimità costituzionale della partecipazione al processo degli enti come parti civili. Ha chiesto inoltre di escludere dalle parti civili alcuni Comuni e le articolazioni locali dei sindacati. Quanto all'Inail, ha spiegato che per tutti i casi contestati, meno uno, i suoi diritti di rivalsa sono caduti in prescrizione.
Intanto annunciano battaglia i rappresentanti reggiani dell’Associazione familiari vittime amianto e della Cgil: «Noi non molliamo».
A Rubiera sono morte 47 persone impiegate nello stabilimento del paese. Martedì scorso a Torino è partito il procedimento penale per 238 accuse di omicidio nei confronti di Schmidheiny, avviato dal pm Raffaele Guariniello. Fra le vittime indicate nell’atto di accusa, due rubieresi: Dorando Cottafava e Giaele Bonini. Martedì a Torino, a presenziare all’udienza di avvio, c’era anche una delegazione reggiana dell’Associazione familiari vittime amianto e della Cgil, assieme al sindaco Emanuele Cavallaro.
La causa si annuncia lunghissima, e i reggiani stanno valutando le mosse. Al termine delle udienze preliminari, si valuterà «la possibilità di costituirci parte civile. Vorremmo farla con tutte le cautele del caso soprattutto per ciò che hanno vissuto i familiari delle vittime con la prima sentenza». A ogni modo, la mossa è quasi decisa: «Siamo convinti della necessità di un atto conseguente alla gravità dei fatti e che vada oltre i familiari. Abbiamo tempo fino a luglio circa, cioè durante la fase preliminare, per capire se l'impianto accusatorio regge o no soprattutto rispetto al tema prescrizioni». Il tema è sempre quello: se la corte sancirà il rinvio a giudizio per omicidio colposo con dolo, la prescrizione non sarà un problema, perché per questo reato non esiste decorrenza dei termini. Se invece l’accusa venisse derubricata a omicidio colposo, la prescrizione sarebbe di nuovo prevista. Nel frattempo, si attendono novità dalla Procura di Reggio, dopo la denuncia per 47 omicidi presentata dal sindaco Cavallaro, relativa alle vittime rubieresi: «Ci auguriamo che l'esposto abbia un seguito e che si apra un nuovo procedimento penale». E, ribadiscono Maiocchi e la Fantini, «nessuno di noi e disposto a mollare, ma vogliamo una giustizia effettiva, vogliamo una sentenza eseguibile immediatamente, vogliamo che i responsabili di questa strage paghino durissimamente i loro errori. (adr.ar.)
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