Farmacie, pubblicato il bando ma in pole c’è già la Rabitti
Il Comune apre una selezione per rinnovare il cda, ma i grillini ironizzano: «Sappiamo chi vincerà» In caso di nomina la consigliera comunale Pd dovrà lasciare il seggio in sala Tricolore
REGGIO EMILIA. La gara si è appena aperta. Ma il vincitore sembra già deciso. A tal punto che dal M5s hanno preparato una busta che verrà aperta dopo il 27 maggio. È questa la data entro la quale sarà possibile presentare la propria candidatura per entrare nel cda delle Farmacie Comunali, attualmente in scadenza, secondo quanto previsto in un avviso pubblicato mercoledì sull’albo pretorio. Nomine che per legge spettano al sindaco, Luca Vecchi, su base fiduciaria. Ma che per la prima volta passeranno anche attraverso una selezione, come stabilito dal consiglio comunale lo scorso 27 giugno, quando sono stati approvati gli “Indirizzi per la nomina, designazione e revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni”.
Un documento che, arrivato in sala Tricolore in nome di criteri di trasparenza e partecipazione, per il sindaco rischia di trasformarsi in un boomerang, dal momento che voci sempre più insistenti danno alla presidenza della partecipata – un vero salvadanaio per il Comune – la consigliera Pd, Annalisa Rabitti. Una nomina che, legittima, vanificherebbe di fatto la selezione, con il rischio di dover giustificare l’esclusione dalla corsa di eventuali candidati più titolati. È la stessa Rabitti a rivelare il suo interessamento: «Ci stiamo ragionando – afferma – l’idea è quella di portare avanti un progetto per ridare un ruolo sociale alle farmacie. Ma non è deciso nulla». I requisiti richiesti non sono particolarmente stringenti. Fra questi, i candidati devono essere in possesso di competenze tecnico-professionali, di capacità di relazione e di conoscenze del contesto territoriale.
Caratteristiche generali sulle quali, tuttavia, per Rabitti – record di preferenze alle amministrative – potrebbe pesare la sua trionfale elezione in consiglio. Secondo i nuovi indirizzi, infatti, il ruolo di consigliere è incompatibile con la nomina. E Rabitti per entrare nel cda dovrebbe dimettersi. Non solo. Una norma introdotta dal governo Monti prevede che non possano essere nominati coloro che hanno ricoperto cariche politiche nei due anni che precedono la nomina stessa. Nel caso di Rabitti proclamata nel giugno 2014, bisognerebbe quindi aspettare il 2016, sebbene in Comune c’è già chi sta studiando come aggirare la normativa, interpretando i due anni come tempo effettivo di permanenza in consiglio.
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Dal M5s, comunque, sono convinti che la nomina della consigliera Pd andrà in porto. E per questo hanno preparato una busta con il nome del prossimo presidente Fcr: «Il Comune è certamente a favore della trasparenza e del merito - ironizza il capogruppo Norberto Vaccari – Noi del M5S, comunque, abbiamo una busta, con all'interno segnato il nominativo di chi vincerà questo avviso pubblico. Speriamo di sbagliarci e di ricrederci sulle modalità di selezione di questi rappresentanti». Ironie anche sulla tempistica di pubblicazione del bando: «Un lasso di tempo inadeguato, come se tutti stessero a guardare ogni giorno l’albo pretorio».
Attualmente il cda è composto da Francesco Colosimo (presidente), Sara Paderni e Paolo Cavandoli (consiglieri effettivi), più due supplenti. Cavandoli e Paderni, secondo le indiscrezioni, saranno riconfermati. (e.spa.)
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