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Manodori, intesa a un passo

Manodori, intesa a un passo

Tiene il “patto” tra gli enti pubblici: il 25 la riunione decisiva

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REGGIO EMILIA. Tutto deciso. O quasi. Il prossimo 25 maggio il consiglio generale della Fondazione Manodori eleggerà i quattro componenti che, assieme al presidente Gianni Borghi faranno parte del nuovo Consiglio d’amministrazione dell’ente.

Almeno tre nomi su quattro, infatti, sembrano decisi, in forza di un accordo tra i tre enti pubblici che da anni non erano così in sintonia: Provincia, Comune capoluogo e Camera di commercio sono da circa un anno la spina dorsale della nuova maggioranza all’interno della Manodori. E l’accordo sembra tenere anche ora che si deve rinnovare il consiglio d’amministrazione. Il rinnovamento è totale: fuori Ricchetti, Carbognani Mussini e Cigarini. Tre i nomi sicuri, su cui il sindaco Luca Vecchi, il presidente della Camera di commercio Stefano Landi e il presidente della Provincia Gianmaria Manghi sono pronti ad andare fino in fondo. Riccardo Faietti, indicato dal mondo del Volontariato, Leonida Grisendi, attualmente membro del consiglio generale, indicato dalla Provincia e Gianni Vezzani, che entrerebbe in consiglio d’amministrazione dopo essere stato anch’egli un componente del consiglio generale. Invero, se prima Vezzani rappresentava - all’interno della Manodori - la Camera di commercio, oggi l’ex presidente della Confartigianato reggiana sarebbe indicato dal vescovo Massimo Camisasca. Manca una tessera del mosaico: è quella che dovrebbe rappresentare il mondo delle imprese. Il presidente della Camera di commercio (ed ex presidente degli industriali reggiani) Stefano Landi avrebbe indicato Lisa Ferrarini, trovando l’intesa sul nome con Vecchi e Landi. Mancherebbe il via libera della famiglia Maramotti, azionista di peso in Unicredit e da sempre molto influente anche all’interno della Fondazione. E’ per questo che Gianni Borghi, presidente oggi particolarmente forte - sia in ragione di una solida maggioranza a cui lui si è alla fine adeguato, sia per il fatto che proprio la famiglia Maramotti lo ha scelto come “garante” - sta cercando una alternativa. Impresa non facile, almeno se non si vuol minare quell’equilibrio che è stato faticosamente trovato dalla politica locale. Così, Gianni Borghi pensa a un possibile “secondo tempo”, quando la Fondazione dovrà scegliere il nuovo collegio dei revisori dei conti. Una partita ancora in parte aperta, dunque, con il presidente della Provincia che, da qui al 25 dovrà anche scegliere il nome del consigliere da mettere al posto di Grisendi. Dalla sanità alla scuola: sembra essere questo il cambio di rotta deciso da Manghi. Il numero uno di Palazzo Allende sembra infatti orientrato ad indicare, al posto di Grisendi in consiglio generale, il professor Luciano Rondanini. Figura di primo piano della scuola reggiana e non solo, già dirigente regionale e docente universitario.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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