«Montagna, non c’è lavoro ma non è colpa di Iren»
Castelnovo Monti, Teneggi di Confcooperative: «No alle gare al massimo ribasso» Il sindaco Bini: «Ora l’azienda è attenta alle segnalazioni in arrivo dal territorio»
CASTELNOVO MONTI. Confcooperative Reggio Emilia entra nel dibattito dopo l’appello della Cna Appennino sugli appalti al massimo ribasso (per i quali veniva indicata apertamente Iren) e delle difficoltà generalizzate delle imprese. «Condividiamo le preoccupazioni della Cna sulla crisi che sta investendo il territorio e che verifichiamo ogni giorno – dice Giovanni Teneggi, direttore di Confcooperative – ma l'additare Iren come principale responsabile di questa condizione ci pare improprio e rischia addirittura di far perdere di vista le ragioni ben più ampie e gravi di questa fase, oltre che sminuire il ruolo importante, pur con tutti i limiti e i problemi, che comunque la multiutility svolge nel nostro territorio. La crisi dell'artigianato, così come quella oltremodo pesante del commercio e dell'agricoltura, impone rivendicazioni e azioni decisamente più ampie, riferendoci da un lato alla mancanza di una seria politica industriale sulla montagna da parte di Governo e Regione e, dall'altro, alla necessità di accelerare progetti di aggregazione e innovazione del sistema imprenditoriale locale che potrà rimanere e crescere nel territorio solo se sarà capace di trovare occasioni di lavoro anche oltre i nostri confini e con modalità competitive. Le gare al massimo ribasso e il calo degli investimenti sono temi su cui continueremo a batterci, ma certo non riguardano solo Iren, e questa azienda ne è in certo modo "vittima", scontando le conseguenze di una normativa inadeguata e del costante taglio della spesa pubblica».
Enrico Bini, sindaco di Castelnovo e presidente Unione Appennino: «Le prese di posizione sulle difficoltà delle imprese della montagna sono importanti e meritorie della massima attenzione, ma non si possono individuare in un unico soggetto le cause di problemi che nascono da un quadro ben più ampio. E' indubbio che le aziende della montagna siano in sofferenza, come è indubbio che il criterio degli appalti al massimo ribasso, adottato da Iren ma non solo, ha acuito le difficoltà perché ovviamente gli operatori del territorio sono tagliati fuori da grandi colossi che partecipano ai bandi. Questo si innesta su una difficoltà dell'intero comparto edile, con tutto l'indotto che ruota attorno ad esso, che è generalizzata, ma che in Appennino colpisce di più per fattori quali lo spopolamento. Iren però si sta dimostrando in questo ultimo periodo più attenta alle segnalazioni ed alle richieste che arrivano dal territorio: ad oggi rappresenta un interlocutore, mentre in passato è stata spesso sorda alle difficoltà segnalate dai cittadini e dai sindaci. Un cambio di atteggiamento che è stato colto da tutti i Comuni, i cui sindaci si sono riuniti nei giorni scorsi per l'incontro del sub-patto reggiano. Anche sulle modalità di assegnare gli appalti abbiamo chiesto che sia aperto un dialogo, e siamo abbastanza fiduciosi che potranno esserci dei cambiamenti».
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