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Neonato con lesioni gravissime, luminare condannato a un anno

di Francesco Dondi
Neonato con lesioni gravissime, luminare condannato a un anno

Donna di Casalgrande venne sottoposta a un taglio cesareo quando già la situazione era precipitata. Il ginecolo modenese Vincenzo Mazza non seguì con attenzione la gestazione: dovrà pagare anche 120 mila euro di risarcimento ai nonni

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CASALGRANDE. Un anno e una provvisionale di 60mila euro ciascuno da pagare ai due nonni di un bambino di Casalgrande, che si sono costituiti parte civile. È la decisione del giudice nel processo che vedeva imputato per lesioni colpose gravissime il ginecologo modenese Vincenzo Mazza. Il professionista, considerato nel suo settore un luminare, tanto che tantissime future mamme si rivolgono a lui per essere seguite durante la gravidanza, è stato giudicato colpevole per una vicenda dai risvolti drammatici, avvenuta nel 2008. Quel giorno, hanno ricostruito sia il pubblico ministero Lucia De Santis (la procura aveva chiesto un anno e sei mesi) sia l’avvocato di parte civile, Nicola Termanini, Mazza è di turno al Policlinico di Modena quando arriva la coppia di futuri genitori, che vivono a Casalgrande. La donna è alla 37esima settimana di gravidanza, fino a quel momento nessuno le ha mai comunicato che il suo parto può essere rischioso. «Chi non vorrebbe – dice l’avvocato Termanini nella sua requisitoria – arrivare in ospedale e sapere che il proprio ginecologo è di turno?».

La signora viene sottoposta a un tracciato, che evidenzia qualche anomalia. Mazza dispone il ricovero della gestante senza però un monitoraggio costante, consigliando un tracciato dopo due ore. La situazione però precipita, una collaboratrice del ginecologo chiede aiuto e consiglia esami aggiuntivi, ma niente. «Qui emerge la negligenza del dottore», aggiunge l’avvocato di parte civile. Solo al cambio turno e dopo aver richiamato d’urgenza il padre, si procederà con un taglio cesareo, ma ormai per il neonato la situazione è disperata e le lesioni lo segneranno per tutta la vita.

La condotta di Mazza, difeso dall’avvocato Andrea Mattioli, è stata valutata anche da otto periti, che sono giunti a valutazioni discordanti. Alla fine però la sentenza lo vede responsabile di quanto accaduto. La pena è stata sospesa e la difesa presenterà appello. A dicembre, tra l’altro, scatteranno i termini della prescrizione per un professionista finora risultato sempre innocente nei procedimenti in cui risultava imputato.

Ma accanto al filone penale c’è quello civile, che aggiunge dolore al dolore. I genitori del bambino hanno richiesto al Policlinico di Modena un risarcimento di due milioni di euro e la sentenza di ieri servirà anche a certificare le responsabilità della struttura sanitaria. Ma i fatti, che risalgono al 2008, chiamano in causa un’altra vertenza, quella che vede coinvolto l’ospedale universitario con un’assicurazione finita nei guai e quindi ormai impossibilitata a pagare i risarcimenti. Si rischia di arrivare a una situazione paradossale con il Policlinico costretto a sborsare una cifra enorme proprio a causa delle limitate coperture assicurative.

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