Ostetricia, la risposta del ministero non chiarisce i dubbi
CASTELNOVO MONTI. Dopo l’interrogazione presentata qualche giorno fa, la senatrice castelnovese Leana Pignedoli ha ricevuto ieri mattina le prime risposte da parte del Ministero alla Sanità sulla...
CASTELNOVO MONTI. Dopo l’interrogazione presentata qualche giorno fa, la senatrice castelnovese Leana Pignedoli ha ricevuto ieri mattina le prime risposte da parte del Ministero alla Sanità sulla situazione relativa al punto nascita dell’Ospedale Sant’Anna e i reparti di ostetricia di altri ospedali in zone montane che non arrivano ai parametri minimi per il numero di parti all’anno per garantirne il mantenimento. Risposte che però non hanno soddisfatto la Pignedoli, che spiega: «Condivido l’obiettivo di un sistema messo in sicurezza e la diminuzione dei parti cesarei ma non l’approccio che non studia modelli specifici per un paese a prevalenza di montagne e colline. La risposta del Ministero è troppo generica. Il sottosegretario alla Sanità Vito De Filippo ha risposto all’interrogazione urgente che ho presentato lo scorso 21 aprile sulla razionalizzazione dei punti nascita. La risposta ha ripreso genericamente i punti dell’accordo, ma l’approccio procede in modo indistinto. Per questo ho condiviso l’esigenza e l'urgenza di intervenire su livelli critici e forti squilibri nelle diverse aree del Paese». Prosegue la Pignedoli: «Mi sono dichiarata non soddisfatta: il numero dei parti annui è importante perché sancisce indubbiamente un’esperienza che diventa garanzia di professionalità e quindi maggior sicurezza, ma deve essere più valutata rispetto all’equipe medica prevista che non al presidio ospedaliero singolo».
«Uno spostamento di 1 ora e 40 minuti, come nel caso del nostro alto Appennino, di più in caso di neve o maltempo, non credo possa essere legato solo alla istituzione di un Sistema di Trasporto Assistito come previsto dall’Accordo. Serve accorciare tempi e distanze dal punto di nascita».
Conclude la Pignedoli: «Non sono a chiedere deroghe una tantum, sono convinta che sulla salute dei cittadini non si possano fare semplificazioni, sarebbe irresponsabile». (l.t.)
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