Park Vittoria allagato da due settimane
Magnani, dirigente del Comune: «Sono solo venti centimetri di acqua». Le opposizioni: «Ormai è una piscina all’aperto»
REGGIO EMILIA. «Sono solo 20 centimetri di acqua». Così il dirigente dell’area Pianificazione strategica del Comune, Massimo Magnani, interpellato dalla Gazzetta, interviene sulla polemica sollevata ieri dai consiglieri comunali, Cesare Bellentani (Lista Magenta) e Alessandra Guatteri (M5s), che dopo un sopralluogo “aereo” al cantiere del Park Vittoria, hanno constatato come gli scavi siano ancora una piscina a cielo aperto: un acquitrino in pieno centro che si protrae da due settimane, sul quale hanno intenzione di convocare con urgenza una riunione della commissione Assetto ed uso del territorio.
«Abbiamo potuto constatare che l’acqua stagnante, che ha costituito una piscina verdastra, a distanza di oltre due settimane non è ancora stata rimossa – attaccano i due consiglieri – Nemmeno i commercianti dell’isolato San Rocco, da noi interpellati, sono stati informati su quanto sta succedendo a pochi metri dalle loro vetrine. Inoltre è noto a tutti che il cantiere è di fatto fermo da alcune settimane. La situazione si sta facendo sempre più preoccupante».
Bellentani aveva già presentato un’interrogazione scritta per conoscere i motivi all’origine dell’allagamento, chiedendo un’analisi delle acque. Ma il documento è in attesa di essere discusso in sala Tricolore: «Sono state fatte analisi chimiche e batteriologiche dell’acqua stagnante? Esiste una comunicazione diretta fra l’acqua stagnante e la falda acquifera? Esistono rischi per la salute, a maggior ragione considerando l’approssimarsi dell’estate e l’aumentare della temperatura?». E ancora: «A questo punto vogliamo avere risposte urgenti: quali sono le cause di queste infiltrazioni? Perché l’acqua non viene rimossa? Per quale motivo il cantiere è fermo?».
Domande alle quali ieri dal Comune hanno fornito una prima risposta, ribadendo nel tardo pomeriggio che il cantiere è in attività: «In un’area del cantiere – fanno sapere dal Comune – nell’ultimo mese si è raggiunta quota sette metri di profondità, vale a dire la quota del secondo e ultimo piano del parcheggio. L’acqua non è acqua di falda, che è a circa 20 metri di profondità. Si tratta, come spiegato in Commissione, di “lenti d’acqua”, fenomeno fisiologico e non patologico nei cantieri di scavo».
Dal Comune aggiungono che «nell’ultimo mese, erano attive pompe per il prelievo e lo smaltimento dell’acqua (qualche centimetro al giorno). Dato che in questa fase i lavori non interessano quell’area, le pompe sono state spente». Nei prossimi giorni, infine, «con nuove attività nell’area, le pompe saranno riattivate e l’acqua drenata. Non risultano rischi per la salute, indotti dalla presenza dell’acqua».
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