Rapina a mano armata all’ufficio postale
In due impugnando una pistola, forse una scacciacani, hanno vuotato le casse e sono scappati in sella a uno scooter
REGGIO EMILIA. Assalto all’ufficio postale di viale Timavo. In due con in pugno una pistola – un’arma giocattolo o una scacciacani – hanno fatto irruzione ieri pomeriggio. Scarso il bottino: poche migliaia di euro. Paura per clienti e dipendenti che a quell’ora affollavano le Poste.
L’irruzione è avvenuta intorno alle 13.45. Diverse le casse aperte in quel momento. E una decina i clienti in attesa di essere “serviti”, anche una donna con un bambino di pochi mesi.
Ai due banditi – due uomini di mezza età, con accento meridionale – è bastato mostrare l’arma e dire che era una rapina per far intendere le loro intenzioni. Chi era più vicino alla porta ha subito guadagnato l’uscita, mentre gli altri clienti sono loro malgrado rimasti sotto lo scacco dei due.
«Sbrigati, sbrigati!» gridavano ai cassieri a cui hanno intimato di consegnare il denaro presente nelle casse. E’ solo quello a cui hanno puntato e non all’accesso a eventuali casseforti, che avrebbe fatto perdere loro molto tempo. Ma l’irruzione a quell’ora è stata comunque per loro poco fruttuosa: le casse, infatti, durante la giornata vengono periodicamente vuotate. E in viale Timavo lo avevano già fatto: per tanto, si sono dovuti accontentare di poche centinaia di euro da ciascuna.
Ottenuto il bottino, hanno raggiunto la porta e si sono dileguati a piedi. Qualcuno li ha quindi visti montare in sella a uno scooter di colore rosso, e allontanarsi e confondersi nel traffico che in quel punto e a quell’ora sempre particolarmente intenso.
Subito dalle Poste è partito l’allarme alla polizia. Sul posto si sono portati gli uomini delle Volanti. Mentre in città è iniziata una serrata caccia all’uomo dei due, vestiti di scuro.
Sotto la lente degli investigatori ci saranno anche le immagini registrate dal sistema di video sorveglianza: i banditi avevano il volto solo parzialmente coperto da cappelli e occhiali da sole e, se il sistema li ha immortalati, potrebbero essere riconoscibili.
L’ufficio ha dovuto esporre il cartello con scritto “Chiuso per rapina” per il resto del pomeriggio: una misura necessaria all’esecuzione di tutti gli accertamenti, anche di natura scientifica, all’interno della sede di viale Timavo, a caccia di eventuali tracce lasciate sul posto dai banditi durante la loro irruzione.
Ora le indagini sono affidate agli uomini della Squadra mobile, che sono al lavoro per cercare di dare presto un nome ai due banditi. Non si esclude che si tratti di “pendolari” dell rapina, anche se le modalità fanno ritenere che non ci si trovi di fronte a malviventi molto esperti.
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