Gazzetta di Reggio

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Sequestrati 40 cassonetti “abusivi” per abiti usati

di Daniele Montanari
Sequestrati 40 cassonetti “abusivi” per abiti usati

La Procura di Modena ha fatto rimuovere quelli gialli della ditta Losi di Scandiano Mancava la convenzione con Hera. Il titolare: «Deluso dopo anni di sacrifici»

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SCANDIANO. Sull’Appennino modenese sono stati tolti tutti i raccoglitori gialli di abiti usati, posti sotto sequestro dalla Forestale. Le operazioni si sono concluse martedì, e in alcuni punti ci sono ancora le tracce del nastro rosso e bianco che ne disponeva il divieto di utilizzo.

Ad oggi non ne è rimasto neanche uno da Serramazzoni a Fiumalbo. Restano invece quelli bianchi dell’Unione Italiana Ciechi, che sono risultati in regola con la normativa. A motivare il sequestro preventivo disposto dalla Procura nei confronti dei cassonetti gialli, infatti, è stata la mancanza di idonea convenzione da parte della ditta di Scandiano che li aveva sempre gestiti, sia in provincia di Reggio che nella montagna modenese. Perché per il posizionamento di qualsiasi raccoglitore o cassonetto lungo la strada serve un’autorizzazione specifica, altrimenti di fatto è da ritenersi abusivo.

Lo sgombero, come prevedibile, ha suscitato reazioni opposte: da una parte soddisfazione nella cooperativa di lavoro dell’Unione Italiana Ciechi e dall’altra amarezza nella ditta che da dovuto portare via quasi quaranta raccoglitori dopo anni e anni.

«Per noi si è trattato di una forma di concorrenza sleale – osserva Romeo Bettini, presidente della coop modenese – perché noi abbiamo tutte le convenzioni, paghiamo le tasse e siamo sempre risultati in regola nei controlli. È giusto che gli enti preposti, a partire dai Comuni, vigilino sul rispetto della correttezza. E si poteva giungere a questo anche anni fa: forse chi di dovere non ha vigilato abbastanza, e alla fine chi dona le cose in buona fede ci rimane male».

«Ho tolto tutti i 40 contenitori che avevo ormai da 14 anni sull’Appennino modenese – spiega Luciano Losi, titolare della “Losi raccolta srl” di Scandiano – ma mi sembra una cosa assurda. Io la convenzione con Meta ce l’avevo, poi è scaduta. Con Hera ho sempre avuto buoni rapporti e speravo che la nuova convenzione non fosse un problema. Ho tutta la documentazione della ditta in regola, ho dato le carte agli agenti della Forestale quando sono venuti. Adesso aspetto il dissequestro, poi spero di poter sottoscrivere subito questa convenzione che mancava per tornare a posizionare i raccoglitori sull’Appennino modenese. Che, faccio presente, non è certo un territorio agevole per il servizio, e io ho sempre cercato di farlo nel migliore dei modi. Ci sono zone dell’alta montagna che ho sempre coperto solo io. E mi risulta che i Comuni siano arrabbiati per questo servizio che è venuto a mancare. Le conseguenze sono pesanti per la gente e per la mia azienda, visto che dovrò lasciare a casa una persona...».

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