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Traffico di morfina con l’aiuto di un medico

Traffico di morfina con l’aiuto di un medico

Il “giro” scoperto dai carabinieri, in carcere un 55enne di Casalgrande che era già agli arresti domiciliari dove sta scontando sette anni di pene

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CASALGRANDE. Un “trafficante” di morfina anche se era agli arresti domiciliari e così, invece che in affido ai servizi sociali, tornerà direttamente in carcere. Un 55enne di Casalgrande, Giovanni Nobile, è stato nuovamente arrestato dai carabinieri e condotto al penitenziario di Reggio, dove rimarrà almeno fino al 2021, quando finirà di scontare le condanne già passate in giudicato. Si trovava agli arresti domiciliari da oltre un anno, dopo un precedente periodo di reclusione per una serie di condanne, e aveva fatto domanda per l’affidamento in prova ai servizi sociali, così da poter nuovamente uscire di casa almeno in alcune fasce orarie.

Nel frattempo, però, non aveva rinunciato del tutto a traffici irregolari, anzi. Da alcuni anni, assieme ad altre tre persone, fra cui un medico che poteva prescrivere le ricette senza creare sospetti, aveva imbastito un traffico di morfina, sostanza che si può utilizzare solo dietro precisa indicazione medica. Il gruppetto, sfruttando le ricette del dottore, riusciva in questo modo a ottenere sessanta confezioni regolari di morfina dal servizio sanitario, che poi rivendeva illegalmente a prezzi maggiorati. Dai conteggi effettuati dai carabinieri che hanno seguito le indagini, concluse nel gennaio scorso, in totale sono state prese circa mille e ottocento confezioni di morfina, per un valore economico – e un conseguente danno erariale al servizio sanitario pubblico – attorno ai 18mila euro. A gennaio, quindi, il 55enne è stato denunciato assieme ai tre complici con le accuse di falsificazioni di certificazioni mediche e ricettazione di morfina.

Un nuovo procedimento che ha bloccato anche la richiesta di affido in prova al servizio sociale, che nel frattempo aveva presentato al tribunale di sorveglianza di Bologna, competente per il suo caso. Dal 2014 si trovava già ai domiciliari, per terminare di scontare una lunga pena cumulativa, figlia di una serie di condanne rimediate fra il 2001 e il 2008 per tentata estorsione, ricettazione, minaccia, omesso versamento delle ritenute previdenziali, uso illecito di carte di credito e contravvenzione al foglio di via obbligatorio.

Per questi reati era già finito in carcere, riuscendo poi ad ottenere nell’aprile 2014 un’attenuazione della pena, con gli arresti domiciliari. E ora puntava a un ulteriore sgravio. I giudici del tribunale di sorveglianza chiamati a decidere, però, si sono trovati di fronte al fascicolo con la denuncia per lo spaccio di morfina. E così i magistrati hanno deciso per il ritorno in carcere del 55enne. Mandato eseguito dai carabinieri giovedì.(adr.ar.)

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