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Casoli: «Se serve, sono pronto a lasciare»

di Enrico Lorenzo Tidona
Casoli: «Se serve, sono pronto a lasciare»

Niente nozze con Coopsette. In arrivo nuovi manager. «I vertici restano ma potrei farmi da parte se servisse alla coop»

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REGGIO EMILIA. Mauro Casoli ha una speranza: che la discussione nata con i soci e i pesanti dissidi venuti a galla da alcuni mesi terminino quanto prima. «Ad oggi, secondo me, abbiamo fatto passi importanti in avanti come è vero che in passato abbiamo sicuramente fatto errori che ci hanno portato alla procedura - ha detto ieri il presidente di Unieco - Ora va ricucita l'unità aziendale per il rilancio definitivo del gruppo». Poi l’esternazione che giunge dell’alto dei suoi 38 anni ai vertici della coop: «La governance non è in discussione ma se per il bene di Unieco potesse servire, sarei anche pronto a fare un passo indietro».

Il presidente riconferma se stesso ma non è più tempo di certezze, come rivelato dalla bocciatura del suo piano per creare una newco delle costruzioni con Coopsette, cassato da metà dell’assemblea dei soci, fatto storico per la cooperazione reggiana. «Abbiamo convenuto con il presidente di Coopsette che non ci sono le condizioni per forzare la mano sul progetto di integrazione delle attività edili in una nuova società». Questo il verdetto emesso ieri da Casoli, che ha dovuto prendere atto ufficialmente del naufragio del piano che aveva messo in piedi con Fabrizio Davoli di Coopsette. L’esito della votazione avvenuta la scorsa settimana da parte dei soci di Unieco è chiara: metà di loro vuole il matrimonio d’affari, l’altra metà vuole proseguire senza legare il proprio destino con la coop di costruzioni di Castelnovo Sotto. Un preoccupante stallo che ha mandato in soffitta il “matrimonio”. «Il progetto della newco è congelato - ha detto perciò Casoli assistito dal presidente regionale di Legacoop, Giovanni Monti, e da quello della Lega Emilia Ovest, Andrea Volta - Io credo che anche per rispetto dei soci di Coopsette non sia possibile al momento pensare di sostenere l’idea della newco che richiede invece delle basi sociali motivate e un gruppo dirigente coeso».

A mancare, infatti, è l’appoggio trasversale dei dirigenti e dei soci di Unieco, fatto che sta producendo forti riverberi ai piani alti della sede di via Ruini. La presa sui soci si è certamente allentata nell’ultimo anno e non sono escluse al momento conseguenze dirette.

Per ora, secondo quanto comunicato da Casoli, Unieco andrà avanti per la sua strada cercando di superare due snodi cruciali. Il primo è l’azzeramento delle tre business unit e il conferimento delle deleghe a un nuovo management scelto dal neo direttore generale Andrea Barili. Il dg ha tempo 15 giorni per poter formare il suo team, che avrà la regia completa dell’organizzazione industriale. Da quel momento verrà predisposto il nuovo piano industriale triennale, che dovrebbe essere poi presentato entro l’estate alle banche. Momento cruciale dal quale dipenderà il futuro della coop, che chiederà agli istituti un allentamento dei vincoli imposti anche in forza del piano di ristrutturazione dei debiti, che non permettono di prestare garanzie e fare investimenti adeguati. «A mio parere la cooperazione reggiana dovrà arrivare a costituire un unico soggetto per le costruzioni -conclude Casoli - ma ciò non influirà ora su quanto deciso all’interno della nostra cooperativa».

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