Guasti e incendi sui bus: «Mezzi troppo vecchi»
Dopo gli ultimi inconvenienti la Cgil punta il dito anche sulla manutenzione. Vernaci: «Vengono controllati ogni due mesi: forse è un problema di fabbrica»
REGGIO EMILIA. I tecnici dell'officina Seta di via del Chionso hanno sostanzialmente accertato la causa del principio d'incendio che martedì sera, verso le 19, ha interessato il vano posteriore di un bus sulla linea 10 in via Lungo Crostolo, nei pressi del ponte di San Pellegrino, senza causare danni ai circa dieci passeggeri e all'autista, prontamente intervenuto con l'estintore di bordo.
Si è trattato di un corto circuito originato dall'impianto di accensione delle candele, un guasto che non ha precedenti a Reggio. Il surriscaldamento delle guaine dei fili elettrici ha provocato la fuoruscita di un denso fumo, che ha subito allarmato i viaggiatori. Il tempestivo spegnimento delle fiamme ha evitato conseguenze sulla carrozzeria e sullo stesso motore, che è rimasto pressoché intatto. Perciò basteranno pochi giorni per la riparazione del mezzo, che presto potrà ritornare in servizio.
L'autobus era stato revisionato in ottobre e da allora aveva percorso soltanto 32mila chilometri, ma la Motorizzazione civile non controlla l'impianto elettrico. Essendo alimentato a Gpl, potrebbe poi andare incontro agli altri inconvenienti che si verificano su questi autobus d'estate, se la carenza di manutenzione accentua il calore, facendo scattare un dispositivo che riduce al minimo i giri del motore. Intanto l'ultimo rogo riporta alla ribalta il problema degli incendi, che negli ultimi nove mesi hanno danneggiato o distrutto più di dieci autobus di
Seta, fra le province di Reggio e di Modena. Il 9 marzo ne è andato completamente a fuoco uno tra Fabbrico e Campagnola. Sembra che il pneumatico posteriore sinistro si sia sgonfiato andando a sfregare contro quello gemellare e provocando con l'attrito la disastrosa combustione. Il 20 aprile lo stesso autista è riuscito a prevenire un fatto simile a Guastalla. Non appena ha avvertito un forte odore di gomma bruciata, ha fermato il mezzo e usato l'estintore in maniera risolutiva. Fabrizio Oranci, delegato della Cgil, accusa: «Questi incidenti sono favoriti dall'età avanzata dei mezzi, che a Reggio è mediamente di 12 anni e mezzo, e dalla minore frequenza dei controlli, che sono fatti ogni 60mila chilometri anzichè ogni 30mila, come avveniva in precedenza».
Seta però smentisce: «Le verifiche sono fatte ogni 30mila chilometri. Gli incendi si sviluppano più facilmente sugli autobus moderni, che hanno molti componenti di plastica».
Michele Vernaci, amministratore delegato dell'Agenzia della mobilità, aggiunge: «Oltre alla revisione annuale da parte della Motorizzazione civile, per un motivo o per un altro ogni due mesi gli autobus passano sotto il vaglio dell'officina di via del Chionso. La frequenza degli incendi potrebbe dipendere dalla tecnica costruttiva. Fino a trent'anni fa il motore era al centro, ben distanziato dall'impianto elettrico ed elettronico. Poi sono stati introdotti i mezzi a pianale ribassato, nei quali tutti gli apparati sono compattati nella sentina posteriore, con chilometri di cavi concentrati in uno spazio ristretto. Basta lo sfregamento contro lamiere surriscaldate per provocare un corto circuito e un incendio».
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