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Santa Maria Nuova Una grande festa nel segno del CoRe

di Roberto Fontanili
Santa Maria Nuova Una grande festa nel segno del CoRe

Celebrati ieri i 50 anni con una visita nella nuova struttura Messori: «Operativa nel 2016». Pronta l’unione con l’Ausl

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REGGIO EMILIA. Tutto giocata sullo stretto rapporto tra passato, presente e futuro, la celebrazione di ieri del 50esimo anniversario dall’inaugurazione del Santa Maria Nuova. Una cerimonia sobria, culminata con la visita al Core che, come ha garantito il neo direttore generale, Antonella Messori quasi al suo debutto ufficiale, «sarà in funzione nei primi mesi del 2016». E proprio il Core rappresenta il futuro dell’Arcispedale, così come lo è il progetto di «una sempre maggior integrazione tra azienda ospedaliera e Ausl, portata avanti di concerto con la Regione».

Tema quest’ultimo che è lo snodo attorno al quale ruota il futuro della sanità reggiana, affrontato nell’intervento di saluto sia dal sindaco, Luca Vecchi, sia dal presidente della Provincia Giammaria Manghi. Ieri a festeggiare i primi 50 anni dell’azienda ospedaliera erano presenti anche tutte le autorità civili, religiose e militari, i tanti professionisti e operatori del presente e del passato, numerosi cittadini e i rappresentanti delle settanta associazioni di volontariato che collaborano con l’Arcispedale. E se il passato del Santa Maria Nuova è fatto di una struttura che è cresciuta e si è rafforzata in professionalità e tecnologie, diventata negli anni Ircss, il futuro è certamente rappresentato dal Core. In un percorso, ha detto il sindaco Vecchi, «che vede la comunità reggiana riconoscersi in alcuni simboli fondanti come la basilica della Ghiara, il Municipale e proprio l’Arcispedale, tutti nati da un’azione e uno sforzo di cui la comunità reggiana è stata direttamente protagonista».

Una storia quella del Santa Maria che fino alla fine dell’anno sarà declinata in tanti modi, con iniziative che in comune hanno proprio il tratto essere storie condivise con i reggiani. E che, come ha sottolineato il presidente Manghi, «sono caratterizzate da una costante vicinanza e fiducia nella propria struttura ospedaliera».

Mezzo secolo che Messori ha sintetizzato in pochi numeri, parlando di un ospedale che quando è nato aveva una superficie di 40 mila metri quadrati, 14 reparti, 850 posti letto e poteva contare su 72 medici e 143 infermieri. Oggi invece ha una superficie complessiva di oltre 650 mila metri quadrati, 907 posti letto, 54 reparti e strutture, tremila dipendenti di cui 500 medici e 1.100 infermieri. Una struttura che ogni anno assicura 40 mila ricoveri, 18 mila interventi e 85 mila accessi al Pronto soccorso. A segnare il futuro tuttavia non è solo l’impegno per un matrimonio tutto reggiano tra con l’Ausl, ma anche la visita al Core, su sei piani di 2.400 metri quadrati ciascuno. Una struttura progettata su spazi ampi e luminosi, che traducono il senso di una sanità pubblica reggiana che ha saputo crescere e migliorare in uomini e tecnologie, ma che ha saputo anche investire in accoglienza e sul rispetto del paziente e della persona.

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