Gazzetta di Reggio

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Suicidio di Magnani, nuovi ammanchi

di Tiziano Soresina
Suicidio di Magnani, nuovi ammanchi

Villa Minozzo: un “buco” da 40 mila euro scoperto dal Consorzio acquedotto di Civago che era amministrato dal 50enne

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VILLA MINOZZO. Si complica il caso che ruota, con due inchieste, sul suicidio del 50enne Felicino Magnani, ex sindaco di Villa Minozzo e conosciutissimo direttore di banca in forza ad Unicredit. Le “nubi” arrivano da Civago, il paese nell’alta valle del Dolo in cui era nato e cresciuto e dove non aveva più parenti dopo la morte dei genitori.

E come per l’Unicredit, si parla nuovamente di ammanchi, specificatamente emersi fra le pieghe dei conti del Consorzio acquedotto rurale di Civago. Di quell’ente – che sulla base di una legge del dopoguerra fa arrivare nelle case l’acqua direttamente dalle fonti e la spesa dei cittadini è solo quella della manutenzione – Magnani era da tempo non solo il presidente ma anche l’amministratore, godendo della fiducia dei propri concittadini.

Ma dopo la sua tragica fine, pian piano gli aderenti al Consorzio si sono accorti che più di qualcosa non andava: debiti che dovevano essere stati pagati e invece non lo erano con tanto di decreto ingiuntivo che piomba sui cittadini-soci, fornitori che si fanno avanti per reclamare compensi non ottenuti, ammanchi dal conto corrente usato dal Consorzio.

Sorprese sgradite – al momento la previsione è di un “buco” sui 40mila euro – che mettono in difficoltà il Consorzio, da qui la decisione di tutelarsi dal punto di vista legale, affidandosi all’avvocato Noris Bucchi: «Stiamo cercando di recuperare tutta la documentazione per ricostruire con esattezza – conferma l’avvocato Bucchi – l’ammontare dell’ammanco. A quel punto verrà decisa l’azione legale da intraprendere». Una situazione che è identica a quella fatta emergere da Unicredit e che si infila nell’ipotesi di reato formulata dal sostituto procuratore Giacomo Forte nel secondo fascicolo aperto: appropriazione indebita.

Chi indaga vuole capire innanzitutto se vi sia un concreto collegamento fra gli ammanchi (sinora di Unicredit, ma presto si aggiungeranno quelli del Consorzio di Civago) e Magnani. Poi, nel caso ciò venga provato, si passerebbe al secondo "passaggio" di questa delicata inchiesta, cioè capire se da queste operazioni si sia avvantaggiato qualcuno e perché abbia incamerato dei quattrini. Inoltre vi è un grosso dubbio che aleggia fra gli inquirenti, cioè che Magnani potesse essere sotto pressione (era ricattato? è stato spinto a farla finita? ) e qualcuno lo possa aver costretto a fare quelle operazioni in banca.

Proprio per tutta questa serie di ragioni chi indaga avrebbe cercato di ricostruire (dalle parole di chi lo conosceva bene) a trecentossesanta gradi la vita del 50enne: lavoro, sentimenti, legami politici, frequentazioni. Magnani era legato sentimentalmente ad una donna brasiliana che, alla luce del testamento lasciato, sarebbe la sua unica erede.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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