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san polo, il vicesindaco risponde al M5 stelle

«Sul caso Coffrini una strumentalizzazione contro il Pd»

SAN POLO D’ENZA. «Motivazioni false e faziose sul “Caso Coffrini” e su una tematica delicata come la lotta alla mafia». Queste le parole con cui il vicesindaco di San Polo Edomondo Grasselli, ha...

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SAN POLO D’ENZA. «Motivazioni false e faziose sul “Caso Coffrini” e su una tematica delicata come la lotta alla mafia». Queste le parole con cui il vicesindaco di San Polo Edomondo Grasselli, ha risposto alle affermazione del gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle di San Polo, che nei giorni scorsi aveva criticato duramente l’atteggiamento della maggioranza Pd del comune della Val d’Enza nei confronti del “caso Coffrini” che aveva avuto parole “benevole” nei confronti di Francesco Grande Aracri, boss della ’ndrangheta, residente a Bresello e al centro dell’inchiesta Aemilia.

L’accusa del movimento Cinque Stelle sampolese muoveva a partire dalla decisione del consiglio comunale di respingere la mozione dei pentastellati attraverso la quale questi chiedevano al Consiglio, e quindi alla maggioranza Pd, «di sostenere l'azione del Vicepresidente della commissione antimafia Claudio Fava per la destituzione del Sindaco di Brescello Marcello Coffrini».

A rispondere all'attacco è il vicesindaco di San Polo, Edmondo Berselli, che, attraverso un comunicato, ha rimandato le accuse al mittente affermando che «le motivazioni addotte dai “pentastellati” sono false e faziose". Berselli prosegue precisando che «la mozione del M5S, non approvata, risultava fortemente strumentale, in quanto più che preoccuparsi della lotta contro la mafia, di fatto criticava la presunta leggerezza del Pd reggiano sulla tematica e si chiedevano le dimissioni immediate del Sindaco Coffrini, non iscritto al Pd che, fra l’altro, non può essere “deposto” se non dal proprio consiglio comunale o dallo Stato con motivati atti a seguito di opportune indagini».

Il vicesindaco sottolinea poi come il gruppo di maggioranza abbia già proposto e approvato (un astenuto, nessun contrario) un ordine del giorno unitario dove si giudicava come «sbagliate, inopportune e inadatte al ruolo le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Brescello ai ragazzi di Cortocircuito e si esorta chi ha compiuto atti o fatto dichiarazioni che comunque ledono le istituzioni a fare in coscienza le opportune valutazioni». (d.v.)

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