Americano in manette per la rapina ad un bar
Entra nel locale con in mano un moschettone, poi prende delle merendine La barista minacciata chiama la polizia: il 41enne è bloccato alla Mediopadana
REGGIO EMILIA. E’ finito in carcere con l’accusa di tentata rapina in un bar di Reggio, ma è stata pure contattata l’ambasciata americana in Italia, perché chi è finito nei guai è un cittadino statunitense – il 41enne David Webb, originario del Kentuky – su cui si vuole fare chiarezza, perché appare chiaramente una persona in estrema difficoltà.
Se tutto verrà confermato, i problemi per il 41enne sarebbero sorti in Svizzera, dove sarebbe stato rapinato, rimanendo senza soldi e passaporto. Un antefatto che spiegherebbe la vita di stenti e soprattutto senza fissa dimora che porta Webb sino nella nostra città. A Reggio l’americano dorme dove capita, ma senza quattrini è dura andare avanti. Avrebbe cercato – alla stazione Mediopadana – di avere un biglietto ferroviario per Roma (per andare all’Ambasciata a cercare un aiuto), ricevendo ovviamente un secco “no”. Anche a bordo di un autobus non sarebbe andata meglio, finendo scaricato alla prima fermata. Ed è qui che inizia la storia che l’ha poi portato fino al carcere della Pulce.
Sudato e sporco, il 41enne entra in un bar: ha sete, vorrebbe bere dell’acqua. Ma la barista si spaventa e non solo per l’aspetto certo non rassicurante dello statunitense, perché quello strano cliente – che non spiaccica una parola d’italiano e s’esprime solo in inglese – ha in una mano quello che sembra un tirapugni. In realtà è un moschettone da alpinista, ma quell’oggetto metallico inquieta la barista che frettolosamente mette sul bancone una bottiglia d’acqua. Ma lui sa di non avere i soldi per pagarla e a gesti indica il rubinetto, per bere gratuitamente un po’ d’acqua.
E’ tutto un gesticolare, perché lui si sente maltrattato e non riesce a spiegarsi, mentre dall’altra parte del bancone la barista si sente minacciata e chiede aiuto. Un parapiglia che finisce con Webb cacciato dal locale ma che, nell’andarsene, prende una manciata di merendine. Sono attimi di tensione e chi gestisce il bar chiama la polizia. Dopo circa un’ora lo statunitense viene trovato dagli agenti nella stazione Mediopadana e riconosciuto da chi si è sentito minacciato. Delle merendine neanche l’ombra, in tasca ha il moschettone. Da qui all’arresto il passo è breve.(t.s.)
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