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Tentata estorsione l’ex carabiniere ritorna in libertà

Tentata estorsione l’ex carabiniere ritorna in libertà

REGGIO EMILIA. Dopo un mese in cella e quasi tre agli arresti domiciliari, da ieri è tornato in libertà l’ex carabiniere 56enne Mario Cannizzo, finito nel mirino dell’operazione Aemilia per tentata...

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REGGIO EMILIA. Dopo un mese in cella e quasi tre agli arresti domiciliari, da ieri è tornato in libertà l’ex carabiniere 56enne Mario Cannizzo, finito nel mirino dell’operazione Aemilia per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Il Riesame ha accolto la richiesta di scarcerazione avanzata dall’avvocato difensore Giovanni Tarquini (il pm antimafia Marco Mescolini aveva dato parere negativo alla liberazione dell’ex brigadiere). All’udienza era presente anche Cannizzo che si è dichiarato per l’ennesima volta innocente. Chi indaga gli contesta l’episodio del 17 ottobre 2012 quando – insieme a Luigi Silipo – Cannizzo si sarebbe “mosso” da esattore inviato da Antonio Silipo (per conto di Omar Costi e tramite l’intermediazione di Marco Gibertini) per estorcere soldi ad Andrea Cesarini. In quel contesto l’ex brigadiere riconosce un vecchio collega e capisce che c’è in corso un appostamento, quindi chiede conto al carabiniere del perché della sua presenza. Questa la posizione dell’Antimafia sulla vicenda (“Ha piena consapevolezza del grave rilievo penale della propria condotta”), a cui il difensore ha replicato in aula: «E’ un solo episodio – rimarca l’avvocato Tarquini – e Cannizzo, che conosce Luigi Silipo per motivi professionali, non sapeva cosa stesse accadendo. I successivi controlli nel suo computer e gli accertamenti bancari non hanno evidenziato che avesse consapevolezza di quell’episodio. Le informazioni chieste? Dagli ex colleghi c’è sempre andato a parlare».

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