È caccia all’affare al Remida day
Pienone ieri in piazzale Europa e al Centro Malaguzzi per le bancarelle della 16esima fiera dell’usato domestico
REGGIO EMILIA. Tutti a caccia dell’affare, sia chi vende che chi acquista. Prezzi stracciati all’insegna del riuso. E, come sempre, c’è il pienone, con i reggiani che hanno preso d’assalto le oltre trecento bancarelle allestite tra piazzale Europa e il centro Malaguzzi. È qui che ieri è andata in scena la 16esima edizione del Remida Day, la tradizionale fiera dell’usato domestico, che quest’anno aveva lo scopo di finanziare un progetto di solidarietà rivolto alle scuole dell’infanzia Aquilone di Rivalta e Maria Vergine Madre di Cavazzoli.
Venditori ambulanti per un giorno, fra vestiti, fumetti, dischi e oggettistica varia. Per grandi e per piccini. «Perché sono qui? Per vuotare la cantina, come al solito», ammette candidamente Marcello Fontanesi, uno degli oltre trecento reggiani che hanno allestito il proprio banchetto. Bottiglie di ogni forma, tazze, tazzine, posaceneri. E poi libri, scarpe, peluches.
«Ho portato la roba vecchia – aggiunge – finora è andata bene». Non la pensa esattamente allo stesso modo la moglie, che qualche metro più in là sta vendendo ad una signora un copricostume stringatissimo: «Ad andar bene va bene – spiega – ma qui rubano. Ci hanno rubato della roba, anche se l’avevamo coperta con dei teli. Hanno preso una bilancia, due sandali e un abito».
Tra la folla, c’è chi ha sotto braccio un Pc, chi si carica sulla testa un cavallo a dondolo in legno e chi ne approfitta per comprare qualche piccola rarità vintage. «Ho venduto circa 300 Dvd», racconta soddisfatta Federica Seghezzi. Ha messo in vendita alcuni oggetti della nonna, che ha cambiato appartamento: «L’oggettistica per la casa e l’elettronica che sono andate a ruba sin dal mattino».
I libri. Sono protagonisti anche nel Centro internazionale Malaguzzi, dove passati di mano in mano riprendono vita agli occhi dei bambini. Perchè è proprio questo il senso del Remida Day, ridare vita agli oggetti. È ciò che rende uniche anche le biciclette di Stefano Camellini, realizzate in parte con materiale riciclato: «Queste simpatiche ragazze saltano fuori da esigenze diverse e personali – afferma parlando delle sue creazioni – La gente mi dice: “Voglio la bicicletta in questo modo”. E io cerco di accontentarla». Proprio all’ingresso del Malaguzzi, invece, ci sono i “Sani portatori di gusto”: un laboratorio per realizzare contenitori per avanzi, in modo da poter portare a casa un piatto cucinato per un pranzo in famiglia, la torta preparata per una festa, o una cena romantica consumata al ristorante. «Le nostre borsine nascono per riciclare», spiega una delle organizzatrici, mentre mostra ad una signora l’utilizzo di ago, filo e macchina per cucire. (e.spa.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
