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Muore a 53 anni stroncato dalla malattia

Adriano Arati
Muore a 53 anni stroncato dalla malattia

Vincenzo Bruni detto Luciano è deceduto nella sua casa di Carpineti. I funerali si terranno mercoledì mattina alle 10 a Bebbio.

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CARPINETI. Un uomo generoso, un padre per la sua famiglia e anche per i suoi fratelli. Lunedì mattina è morto nella sua casa di Bebbio di Carpineti il 53enne Vincenzo Bruni, conosciuto più come “Luciano” che con il nome di battesimo.

È spirato a causa di una malattia incurabile, scoperta circa un anno fa, che lo ha progressivamente debilitato sino al decesso. Bruni appartiene a una famiglia numerosa molto conosciuta sia nel reggiano che nel modenese, nelle vallate che si affacciano sul corso del fiume Secchia. A parte una breve parentesi come operaio ceramico da ragazzo, ha sempre lavorato come garzone nei caseifici dove si produce il Parmigiano Reggiano. Da oltre cinque anni era impiegato nella latteria sociale di Tabiano di Viano.

Lascia la moglie Giuliana, il figlio Michael, la mamma Italina, le sorelle Serafina, Mirella e Daniela, i fratelli Giancarlo, Ivo e Luca e tanti fra cognati, nipoti, cugini. Il funerale si terrà domattina alle 10 a Bebbio, con partenza nella casa di via San Paolo, a poche decine di metri dalla chiesa dove verrà officiata la cerimonia.

Al termine, si proseguirà per il cimitero del paese. Questa sera alle 20, sempre nell’abitazione, verrà recitato il rosario.

Bruni era nato a Pavullo, nel modenese, ed era cresciuto nella zona di Polinago. Con la propria famiglia si era poi trasferito a Magliatica di Baiso, a mezza via fra Valestra e Roteglia, prima di sposarsi con Giuliana e decidere di andare a vivere a Bebbio, oltre 25 anni fa.

La notizia della sua morte ha fatto rapidamente il giro delle due province, dove sono sparpagliati i parenti e dove i Bruni hanno forti legami. Quella di Luciano è una perdita dolorosissima per la giovane età e anche per quello che ha rappresentato per la sua famiglia. Dopo la morte prematura del padre Francesco, anche lui colpito da un male incurabile, si era fatto carico dei tanti fratelli.

«Mio nonno è morto per un tumore quando era giovane, e mio papà è diventato il capofamiglia, ha fatto lui da padre a tutti gli altri fratelli e alle sorelle, era il loro riferimento principale», racconta il figlio Michael Bruni.

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