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Il Salone del cavallo emigra a Cremona

Luigi Vinceti
Il Salone del cavallo emigra a Cremona

L’ufficializzazione avviene alla chiusura della tre giorni di manifestazione che ha fatto registrare oltre 70mila visitatori GUARDA LE FOTO

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REGGIO EMILIA. Il 28° Salone del cavallo americano, ieri sera, ha chiuso i battenti: a Reggio per l’ultima volta. E’ la prima “vittima” ufficializzata dell’annunciata chiusura a fine anno del centro fieristico di Mancasale.

Una sorte prevedibilmente analoga dovranno subire anche il Camer e la Rassegna ornitologica internazionale, altri eventi che sono stati capaci di richiamare nella nostra città decine di migliaia di visitatori. La decisione del definitivo congedo dell’esposizione ippica è stata formalizzata dal patron della manifestazione, Giancarlo Doardo, che sabato sera, affiancato dal collega Francesco Ferrin di Pordenone, ha firmato l’accordo che lo lega per il futuro al direttore delle Fiere di Cremona, Bianchedi.

«Per rispetto verso Reggio, una città che ci ha accolto con affetto e calore per 16 anni – sono state le sue parole – abbiamo inserito nell’intesa una piccola riserva, che scade a fine mese, di poter tornare qui; purtroppo senza tante speranze». L’intesa con i lombardi – felicissimi di questo regalo caduto dal cielo – è infatti già valida e operativa per un appuntamento fissato nel prossimo novembre, ma reca questa clausola temporanea solo per il Salone numero 29 in calendario nell’anno 2016.

«Lo abbiamo scritto anche in una pagina acquistata sulla Gazzetta di Reggio – ha aggiunto Doardo – per noi è stato un onore e un piacere operare in questa città, ospitale e funzionale quanto il suo prestigioso quartiere fieristico. Purtroppo le fiere di Reggio Emilia sono state abbandonate a un destino immeritato».

La perdita per la nostra economia è palese ed è evidenziata ulteriormente dai risultati conseguiti in questo week end di esposizione. Nei tre giorni di apertura, il Salone del cavallo americano ha raggiunto e superato i 70mila ingressi, il 10% in più rispetto allo scorso anno. Oltre che nutrita, la presenza è stata internazionale.

In particolare fra i concorrenti delle numerose competizioni in programma, si contavano cavalieri e amazzoni di Germania, Inghilterra, Polonia, Spagna e di altri Paesi dell’Est europeo. «Nonostante il maltempo che ci ha infastidito nella serata di venerdì, quando gli ospiti sono stati costretti a ripararsi per la pioggia sotto gli stand e le tensostrutture innalzate accanto ai tre padiglioni, abbiamo toccato il record delle presenze di tutte le edizioni. Alle 15 di domenica, e il pubblico entrava ancora, abbiamo superato il traguardo dei 50 mila visitatori; nel week end c’è stato un autentico assalto agli stand, un trionfo che si vela di tristezza pensando che questa è stata l’ultima volta a Reggio».

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