La fusione dei comuni del Crinale vale 8 milioni di euro
Il 31 maggio alle urne i cittadini di Collagna, Busana, Ligonchio e Ramiseto: sono chiamati ad esprimersi sulla nascita di un unico comune da quasi 5mila abitanti
BUSANA. Siamo ormai a due settimane da un voto che potrebbe avere una grande importanza per il futuro dell’Appennino, e che segue a numerosi incontri realizzati in tutte le frazioni del crinale. Il prossimo 31 maggio gli abitanti dei comuni di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto saranno chiamati alle urne per esprimersi sulla fusione dei quattro enti in un unico, nuovo Comune.
Un referendum il cui esito ad oggi appare molto incerto. L’eventuale comune unico avrà una popolazione di 4.310 abitanti, 2.264 famiglie. Nella stessa giornata in montagna si sceglierà il nome del nuovo comune, anche questo oggetto del quesito referendario. I nomi indicati sulla scheda saranno Ventasso, Nasseta, Crinale Reggiano, Crinale dell’Alto Appennino Reggiano, Alto Appennino Reggiano, Nasseta e Valle dei Cavalieri, Vallisneri, Due Valli.
Con una nota pubblica diffusa in queste ore, è partito di fatto l’appello a partecipare al voto, firmato dai quattro sindaci dei Comuni coinvolti. Giorgio Pregheffi (Ligonchio), Daniela Pedrini (Busana), Paolo Bargiacchi (Collagna) e Domenico Dolci (Ramiseto) esortano quindi i residenti dei loro enti ad esprimere il proprio orientamento recandosi alle urne.
«I Comuni subiscono da anni continui tagli di risorse che vanno ad aggiungersi a pesanti vincoli finanziari -viene riportato nella nota - Il Patto di Stabilità, che determina il contributo degli enti locali al riequilibrio dei conti pubblici, impone anche ai comuni virtuosi limiti alla capacità di spendere le risorse disponibili. In questo scenario, la fusione tra i nostri Comuni è la via per sfruttare una serie di opportunità. Dopo un percorso avviato ad ottobre 2013 l’Assemblea Legislativa della Regione ha dato il via libera al progetto di legge che istituisce un nuovo Comune, dopo il referendum consultivo. Il Comune unico percepirà in 15 anni dalla sua costituzione, finanziamenti per più di 8 milioni di euro».
Aggiunge poi Daniela Pedrini: «Grazie a queste ingenti risorse in più sarà possibile garantire i presìdi sanitari esistenti come il medico di base, l’assistenza infermieristica, farmacie e trasporti sanitari. Questi servizi alla persona e in particolare agli anziani nei nostri piccoli comuni sono fondamentali, considerate le distanze da percorrere».
Bargiacchi pone l’accento invece su lavoro ed imprese: «Con la fusione possiamo intervenire a sostegno del nostro tessuto economico con sgravi fiscali per la nascita di nuove attività, con incentivi per assunzioni di personale, e con l’istituzione di un servizio di consulenza al reperimento di fondi nazionali e comunitari».
Pregheffi aggiunge: «Anche la viabilità sarà al centro di una serie di interventi, su tre direttrici fondamentali: la SS 63, l’asse del Secchia, l’asse della Val d’Enza, che forniscono l’interconnessione dei centri del Comune con importanti infrastrutture di comunicazione provinciali e nazionali, e questo permetterà un maggior peso politico della Montagna».
Infine Dolci pone l’attenzione sul settore agricolo: «Abbiamo un’attività agricola di qualità: Parmigiano Reggiano, carne e i nostri prodotti unici per produzione, universali per consumo. Dobbiamo prevedere una strategia che ne tenga conto e li protegga, li qualifichi e valorizzi. Dobbiamo pensare anche a nuove attività. Possiamo ottenere interventi per la manutenzione delle infrastrutture viarie minori, del reticolo idraulico, dei boschi e del paesaggio agrario».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
