Gazzetta di Reggio

Reggio

Ladro beve nella casa dei derubati incastrato grazie al test del Dna

di Adriano Arati
Ladro beve nella casa dei derubati incastrato grazie al test del Dna

Castellarano: ruba bici da corsa (valore 20 mila euro) e beve un succo di frutta prima di fuggire Denunciato un 30enne moldavo che a quattro anni dal colpo viene individuato dal Ris di Parma

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELLARANO. Una sorsata di succo di frutta. È bastata questa a incastrare un 30enne moldavo che quattro anni fa aveva rubato a Castellarano delle biciclette da corsa e mountain bike di alta qualità, dal valore complessivo di oltre 20mila euro. Durante uno dei furti, avvenuti fra il 4 e il 12 aprile 2011, l’allora 26enne prende una bottiglia di succo di frutta dal frigorifero di una delle case dove è entrato. Dopo aver bevuto, lascia il vuoto sul posto. Nei giorni seguenti, i carabinieri inviano l’oggetto al laboratorio dei Ris di Parma, e lì l’unità scientifica dell’arma estrapola il suo Dna, il codice genetico della persona che ha lasciato le sue tracce bevendo direttamente dalla bottiglia.

Sino a oggi, però, i confronti fatti sull’archivio digitale nazionale non portano ad alcun esito. Almeno fino alla settimana scorsa, quando arriva un riscontro da Padova, via Parma. I carabinieri della città veneta hanno fermato per un’altra vicenda un 30enne, nato in Moldavia e ufficialmente senza fissa dimora e lo hanno sottoposto al test del Dna tramite prelievo di saliva. E, come a Castellarano quattro anni prima, lo mandano ai Ris di Parma. I tecnici del laboratorio, dopo un raffronto nella propria banca dati, scoprono che il profilo genotipico giunto da Padova è uguale a quello dell’autore dei furti di Castellarano, sinora indicato solo come “ignoto1”. Una prova che non lascia molti dubbi sulla presenza del 30enne nelle case dove nel 2011 sono state portate vie le costose biciclette.

I carabinieri hanno quindi denunciato l’uomo alla procura reggiana con l’accusa di furto continuato ed aggravato e ora, con uno scenario ben più definito, riprenderanno le indagini per capire se all’epoca ci siano stati complici, sia materialmente coinvolti nelle effrazioni che, più semplicemente, in grado di indicare al ladro in quali abitazioni entrare.

La raffica di furti fra il 4 e il 12 aprile 2011 aveva fatto parecchio rumore a Castellarano, perché nel giro di pochi giorni diverse case erano state visitate, e non casualmente. Il bottino era sempre lo stesso, mountain bike o biciclette da corsa di ottima qualità, sottratte a diversi appassionati. Refurtiva di valore, stimata in oltre 20mila euro totali, chiaramente rivolta a una “clientela” precisa, e ottenuta con colpi ben studiati. In primo luogo, gli autori sapevano cosa avrebbero trovato, bici da corsa o da montagna di livello, e non si erano concentrati su altri oggetti. L’ipotesi dell’epoca è che fossero una sorta di furti su commissione, effettuati puntando a due ruote già ben identificate, e magari già promesse anche ad acquirenti non particolarmente interessati alla provenienza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google