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FUSIONE, IL GRUPPO DI opposizione

Ugolotti sul Comune unico «C’è il rischio di tensioni»

CASTELNOVO MONTI. Manca ormai davvero poco, due settimane circa, al referendum che il 31 maggio vedrà chiamati alle urne i cittadini di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto sul progetto di fusione...

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CASTELNOVO MONTI. Manca ormai davvero poco, due settimane circa, al referendum che il 31 maggio vedrà chiamati alle urne i cittadini di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto sul progetto di fusione in un unico Comune. Un passaggio tutt’altro che scontato, che anzi al momento dà l’impressione di poter essere giocato sull’ultimo voto.

Sull’argomento, collegandolo anche al dibattito apertosi sulle difficoltà delle imprese della montagna, interviene il capogruppo di “Progetto Castelnovo” Robertino Ugolotti: «Non è di certo fuori luogo il grido di allarme espresso per bocca di nostri imprenditori e del presidente del Cna locale. Così come ha fatto bene la Confcooperative di Reggio ad alzare il tiro per la salvaguardia del punto nascita del nostro Ospedale, investendo del problema il proprio livello regionale e nazionale. Queste iniziative danno l’idea, insieme ad analoghe altre, che sta crescendo la consapevolezza che nel presente momento, se si vuole difendere la tenuta del sistema montagna, occorre il massimo e corale impegno di tutti i soggetti interessati».

«E’ necessario - prosegue – impiegare al meglio le risorse che possono arrivare, vedi il fondo che la Regione destina alle gestioni associate dei servizi in capo alle Unioni dei Comuni, fondo che sarebbe sensibilmente aumentato per l’anno in corso. Orbene, mentre da un lato ci viene giustamente richiesto di concentrare ogni sforzo, ed ogni energia, per sostenere l’economia e la rete dei servizi del nostro territorio, c’è una sua parte, vale a dire la zona del crinale, già organizzata in Unione dei Comuni, e dunque in grado di usufruire del suddetto fondo regionale, che sta affrontando un referendum per passare alla loro fusione, divenire cioè un solo Comune al posto degli attuali quattro». «Noi – prosegue – siamo senz’altro favorevoli a una articolazione semplificata ed unificante del nostro territorio, ma secondo criteri che in questo caso non ci sembrano applicati, e siamo soprattutto preoccupati sia per le tensioni che può generare il referendum, sia per il dopo, nella eventualità si vada alla creazione di un solo Comune, dalla Val d’Enza alla Valle del Secchia. Infatti non sappiamo ancora come verranno concepite e dislocate le sedi degli Uffici e dei Servizi. Pensiamo che in questo particolare momento le modifiche degli assetti territoriali nei termini prospettati non producano apprezzabili risparmi e non siano risolutive per la crisi in atto, e potrebbero anzi complicare le cose». (l.t.)

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