Acqua pubblica: banche pronte a finanziare il piano
Così l’assessore Mirko Tutino all’assemblea pubblica che si è tenuta a Cavriago. Tra qualche settimana tutta la partita approderà in Sala Tricolore
REGGIO EMILIA. Il passaggio nella gestione del servizio idrico da Iren a una società a controllo interamente pubblico, avverrà con il supporto di un pool di banche e della Cassa depositi e prestiti. Lo ha detto ieri sera l’assessore Mirko Tutino partecipando a Cavriago all’assemblea voluta dagli enti locali e dal Comitato che da sempre si batte per la ripubblicizzazione dell’acqua.
«Il rapporto con questi soggetti - ha spiegato Tutino - potrà avvenire solo dopo aver assunto tutte le decisioni del caso. Un’importante novità é stata l'incontro con Cassa depositi e prestiti. Un suo eventuale interessamento ridurrebbe di molto la necessità di avviare rapporti con le banche commerciali. Diversi istituti di credito, tuttavia, si sono fatti avanti perché l'idrico è un settore regolato da norme che garantiscono la copertura dei costi».
Invero, il soggetto su cui fanno affidamento più di tutti i Comuni della nostra provincia è sicuramente quello del finanziatore pubblico: la Cassa Depositi e Prestiti, infatti, garantirebbe tassi d’interesse più vantaggiosi. Già, perché se il cosiddetto Terminal Value - da circa 120 milioni di euro - riguarderà soltanto la vecchia società e la nuova è pur vero che proprio la nuova società peserà, più o meno direttamente, sui bilanci degli enti locali. In quale misura? Ieri ad una precisa domanda in questo senso, Tutino è stato cauto: «Bisognerà valutare con attenzione - ha detto l’assessore sottolineando una delle criticità - le novità del patto di stabilità e del rapporto tra Comuni e le proprie partecipate».
Poi Tutino ha stilato una sorta di road map della partita: «Nelle prossime settimane - ha detto l’assessore rispondendo a una domanda - presenteremo i dettagli dello studio in Sala Tricolore e presso l'assemblea dei sindaci. il dato più importante che emerge é che ai Comuni non viene chiesto di mettere proprio capitale. I provvedimenti di Draghi per favorire gli investimenti hanno migliorato di molto le condizioni con le quali é possibile accedere ai finanziamenti delle banche. Va considerato che lo studio, per non fondare il processo di ripubblicizzazione su un aumento delle tariffe, é stato fatto su tasso di interesse inferiore di oltre un punto percentuale a quello che oggi Iren fa pagare in tariffa».
Tanto più che - altro dato sottolineato da Tutino - oggi «Dai dati di Atersir emerge che negli ultimi tre anni Iren ha investito tra il 30 ed il 50% in meno di quanto programmato». Ma questo è un dato che ha il suo rovescio: se da un lato Iren si è in questi anni indebitata meno, dall’altro - negli ultimi quattro-cinque anni - ha anche speso meno nella manutenzione. Un problema di gestione che ricadrà sulla nuova società pubblica.
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