Latitante arrestato a causa del vizio delle macchinette
TOANO. Non rinunciava a giocare ai videopoker nel bar del paese, nonostante fosse latitante, e ha finito per farsi scoprire dai carabinieri. La passione per i giochi elettronici è costata cara al...
TOANO. Non rinunciava a giocare ai videopoker nel bar del paese, nonostante fosse latitante, e ha finito per farsi scoprire dai carabinieri.
La passione per i giochi elettronici è costata cara al 38enne Mohammed Lachgar, che è stato arrestato sabato sera dai militari della stazione di Toano, che hanno dato così esecuzione a un ordine di carcerazione del 10 novembre scorso.
Il provvedimento era stato emesso dalla procura di Modena, dopo l’ufficialità della condanna per occupazione di edifici pubblici, risalente a una vicenda dell’aprile 2009 a Sassuolo.
Ora il 38enne dovrà scontare i venti giorni rimanenti di pena nel carcere di Reggio Emilia dove è stato portato domenica. Dal novembre 2014, l’uomo non era stato rintracciato e quindi era formalmente un latitante. Ma tornava spesso a Toano, l’ultimo paese in cui risultava residente, per vedere amici e soprattutto per giocare ai videopoker in alcuni bar.
E proprio l’amore per le macchinette elettroniche lo ha fatto scoprire.
Sabato sera due carabinieri della stazione toanese, in libera uscita, sono andati in un locale del paese per passare la serata con gli amici. Lì hanno notato, come tutti i presenti, un uomo che giocava al videopoker con parecchia foga. I due militari, osservandolo in viso, si sono insospettiti, perché il volto assomigliava a quello di una persona ricercata, di cui avevano ricevuto segnalazione. Sono quindi tornati in caserma per fare la verifica che ha tolto loro ogni dubbio: il cliente del bar era il 38enne formalmente latitante, e l’ordine di carcerazione – in carico alla stazione di Toano, l’ultimo paese noto di residenza – lo confermava.
A quel punto i carabinieri hanno avvicinato l’uomo, si sono presentati come militari e lo hanno arrestato, portandolo in caserma e il giorno dopo al penitenziario reggiano.
Le indagini seguite al fermo hanno rivelato che il 38enne era passato diverse volte nei bar toanesi anche negli ultimi tempi, mesi dopo la condanna di novembre. (adr.ar.)
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