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Maramotti, maxi perdita in Lussemburgo

Maramotti, maxi perdita in Lussemburgo

La holding Ibef chiude con un rosso di 70 milioni di euro: è l'effetto svalutazione delle azioni Unicredit in attesa di un rialzo

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REGGIO EMILIA. Conti in rosso nel 2014 per Ibef, una delle holding lussemburghesi della famiglia Maramotti, complice la svalutazione di titoli Unicredit. Come indica il bilancio approvato il 4 maggio scorso, Ibef ha chiuso il 2014 con una perdita di 70,7 milioni di euro contro l'utile di 1,3 milioni segnato nel 2013 e ha proceduto a fine anno a un aumento di capitale da 100 milioni. La partecipazione nella banca milanese resta strategica per gli industriali reggiani della moda e azionisti del Credem. Ma la scrematura del valore a bilancio dei titoli Unicredit ha comportato un impegno notevole alla luce della crisi della finanza dopo anni di soddisfazioni. Il controbilanciamento deriverà - come già avvenuto nelle ultime trimestrali di Unicredit - dallo stacco delle cedole, che sono tornate a livelli pre-crisi.

In base al documento consultato da Radiocor, la Ibef «alla chiusura dell'esercizio ha deciso di valutare i titoli detenuti da molti anni nel capitale sociale di un istituto di credito sulla base del loro corso di Borsa e più precisamente di valutarli sulla base della media della quotazione di Borsa degli ultimi sei mesi del 2014». Tale valutazione «ha comportato una correzione di valore sui titoli che ha avuto un impatto sull’esercizio 2014 di 70.440.798 euro». Ibef, cui fa capo solo parte (11,7 milioni di titoli stando alle informazioni disponibili) della quota dei Maramotti in Unicredit, si allinea di fatto alle altre casseforti della famiglia depositarie dei titoli Unicredit, ovvero la controllante Cofimar (che aveva già svalutato nel 2013 le azioni Unicredit per oltre 14 milioni) e l'altra lussemburghese International Fashion Trading, che hanno già corretto il valore dei titoli. Ibef nel bilancio 2013 aveva spiegato di non aver proceduto ad alcuna svalutazione sulla quota Unicredit nonostante lo scarto tra valore di Borsa e valore contabile, in virtù della natura rilevante della partecipazione, della ripresa della quotazione rispetto al 2012 favorita dal piano strategico 2015-18 e per le prospettive di crescita.

Tornando ai conti 2014 della finanziaria, le immobilizzazioni finanziarie scendono a 69,4 milioni da 155 milioni anche per effetto della cessione di titoli non specificati per 15 milioni. Nel corso dello scorso dicembre, Ibef ha inoltre deliberato un aumento di capitale di 10 milioni di euro con un sovrapprezzo di 90 milioni, sottoscritto dall'azionista tramite la conversione di un prestito. Il debito subordinato a fine 2014 scende così da 123 milioni da 23 milioni.

I Maramotti sono accreditati di una quota complessiva attorno all'1% di Unicredit. Luigi Maramotti ha fatto parte del cda della banca fino allo scorso 13 maggio e sembra ormai prossimo alla riconferma.

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