Cinque promesse da mantenere
Esenzione Imu, zone franche urbane e patto di stabilità le priorità
BOLOGNA. Cinque nodi ancora da sciogliere, richieste avanzate al governo Renzi e che “saranno inserite nel primo provvedimento utile”. Perché non c’è soltanto la ricostruzione materiale da inseguire: all’ordine del giorno delle necessità impellenti, la Regione si trova con cinque vicende di buonsenso su cui ancora non esiste un provvedimento attuativo.
Quello dell’Imu sulle abitazioni inagibili da mesi è diventato tema di dibattito. La Ragioneria di Stato ha bloccato la proproga di un diritto sacrosanto, ma a Roma il pressing è alto. Finora la soluzione non è stata messa nero su bianco, ma arriverà.
Così come si procederà con l’esenzione dal patto di Stabilità dei Comuni delle donazioni. Un’operazione a costo zero per lo Stato, che permetterà ai municipi terremotati di investire risorse provenienti da donazioni già presenti. E sempre in ottica ricostruzione esistono due elementi che vanno a braccetto: la richiesta di proroga dello stato d’emergenza alla fine del 2017, il che permetterà più tranquillità nell’affrontare soprattutto il problema delle Unità Minime d’Intervento che coinvolgono i centri storici e allo stesso tempo garantirà ai Comuni i rinforzi di personale finora ottenuti, comprese le stabilizzazioni di molti tecnici e operatori pubblici.
E mentre si aspetta il nullaosta - pressoché scontato - per inserire nei sei miliardi dei rimborsi anche quelli relativi ai prodotti Dop e Igp che sono stati danneggiati o distrutti durante le scosse.
Ma è soprattutto il fronte delle zone franche urbane a lasciare in fibrillazione il mondo del piccolo commercio e dei centri storici.
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