Gazzetta di Reggio

Reggio

In arrivo 2,5 miliardi per l’agricoltura

di Claudio Corradi

Sono risorse della Regione, del Gruppo di azione locale e del Fondo europeo. Pignedoli: «Aiuti per aziende in difficoltà»

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REGGIO EMILIA. Da oggi al 2020 anche i produttori agricoli reggiani potranno contare su una interessante disponibilità dei fondi pubblici messi a disposizione per un 47% dal Piano di Sviluppo Rurale (Psr) – varato ufficialmente in questi giorni – per la parte restante dai fondi del Gruppo di Azione Locale (Gal) e del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR).

All’agricoltura emiliano-romagnola arriveranno quindi, da qui al 2020, ben 2,5 miliardi di fondi pubblici. La conferma arriva dalla senatrice reggiana Pd, Leana Pignedoli, che annunciando questa nuova opportunità finalmente operativa per le aziende agricole auspica una significativa risposta da parte degli imprenditori del settore. Impossibile ad oggi ipotizzare quanti di questi contributi arriveranno ai produttori reggiani, visto che l’entità dei finanziamenti che verranno erogati dipende dal numero di domande che verranno presentate, vale a dire dalla volontà dei nostri agricoltori di investire, rischiare e credere nel rinnovamento e nella modernizzazione del loro comparto. In effetti ad un contributo in conto capitale erogato dalla Regione deve corrispondere un investimento, come minimo di pari importo, da parte dell’azienda stessa.

Investimenti che possono interessare ambiti molto vari e che per esempio trovano nel Psr lo strumento per una politica determinata dell’Unione Europea rivolta ai territori non urbanizzati che mirano ad incrementare la competitività del sistema produttivo agricolo, promuovendone la tutela e la valorizzazione dell’ambiente attraverso una corretta gestione del territorio. I programmi vengono proposti dalle Regioni e sottoposti alla commissione europea che li approva.

Il solo Psr dell’Emilia-Romagna vale quindi quest’anno la cifra record di 1,19 miliardi di euro, il 12% in più di quanto stanziato nei sette anni del precedente piano, con una compartecipazione da parte della Regione stessa che con 203 milioni di euro è esattamente il doppio rispetto allo stanziamento immediatamente precedente.

Una iniezione di fiducia nei confronti dei produttori agricoli della nostra regione che raggiunge questa cifra così rilevante per il solo Psr grazie ai 513 milioni di euro provenienti del fondo Feasr e dei 474 milioni di pertinenza dello stato italiano.

Volendo azzardare un’ipotesi basata sull’analisi del passato, considerando che nel Psr 2007-2013 a Reggio sono arrivati poco più del 7% degli stanziamenti di tutta la regione, è verosimile attendersi investimenti da parte dei produttori locali per quasi 170 milioni di euro (50 finanziati e 50% di tasca propria) solo per il Piano di sviluppo rurale. A questi si andranno ad aggiungere, diventando quasi 350 milioni, ulteriori investimenti resi possibili dagli altri fondi, Gal e Feasr, a cui faceva riferimento la senatrice e che in parte si spera possano essere investiti anche a Reggio.

«Il problema – precisa Pignedoli – è che le aziende sono comunque in difficoltà di liquidità e chiedono prestiti alle banche che faticano a concederli in funzione delle garanzie richieste. Per questo si è chiesto che la Regione si faccia promotore di iniziative, e sto pensando di dar vita ad una iniziativa con Ismea che è lo strumento deputato a fornire garanzie in agricoltura».

A livello regionale si stimano investimenti per il 29% indirizzati alle risorse naturali, per il 25% alle filiere e alla gestione dei rischi, per il 20% alla competitività, per l’8,5% ai cambiamenti climatici, per l’8% all’innovazione e alla formazione, per il 7% al territorio rurale e per il 2,5% all’assistenza tecnica. Di questi fondi, una parte interessante è riservata ai giovani di nuovo insediamento in agricoltura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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