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quattro castella, sindaco e vice

«Le case della salute portano a migliorare il servizio sanitario»

«Le case della salute portano a migliorare il servizio sanitario»

QUATTRO CASTELLA. «Leggiamo con stupore dello sciopero organizzato dai sindacati dei medici di base – affermano il sindaco Andrea Tagliavini e il vicesindaco e assessore alle politiche sociali...

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QUATTRO CASTELLA. «Leggiamo con stupore dello sciopero organizzato dai sindacati dei medici di base – affermano il sindaco Andrea Tagliavini e il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Tommaso Bertolini – anche in considerazione del fatto che la categoria in questi anni di grave crisi non è stata toccata da riduzioni di stipendi o perdite di posti di lavoro come invece è avvenuto in tanti altri settori economici. Ma lo stupore aumenta nel leggere che “i medici dicono no alle case della salute”, motivando con una limitazione della possibilità di scelta del medico curante e una perdita del rapporto fiduciario. Non è così».

Tagliavini e Bertolini citano l’esperienza di medicina di gruppo a Puianello che «ha cambiato radicalmente in meglio la qualità del servizio di cura verso i cittadini, con 5 medici, 2 pediatri e una reception per le prenotazioni aperta mattino e pomeriggio, la possibilità di ritiro delle prescrizioni 12 ore al giorno, la presenza di un medico per fasce orarie molto ampie. Il medico, da solo, nel suo ambulatorio privato, e presente solo alcune ore al giorno, è anacronistico».

Sindaco e vice giudicano in modo positivo la nascita delle case della salute, e «ben fa la Regione ad investire su questo. Il medico di base ha assoluta necessità di dialogare in maniera costante e costruttiva con tutti gli altri servizi per rispondere al meglio ai bisogni dei propri assistiti. Le case della salute a regime dovranno avere servizi sanitari e poliambulatori, oltre a garantire la presenza dei medici di base 12 ore al giorno e la guardia medica notturna, il Pua (Punto unico di accesso sociosanitario) cui il cittadino che ha un problema potrà rivolgersi e trovare risposta dagli operatori Ausl e dagli assistenti sociali comunali, evitando numerosi e dispendiosi giri in diverse strutture per avere le risposte che cerca. Il cittadino continuerà ad avere il suo medico di fiducia ma, se ha una necessità urgente, come spesso accade, troverà un altro medico a curarlo, qualora quello di fiducia non sia in servizio. E questo vale anche per i pediatri. Questo è il futuro e in questo sta il cambiamento; il cittadino è al centro e gli operatori sociali, sanitari e medici si organizzano per rispondere meglio alle esigenze, non viceversa. Ci auguriamo che i medici e le loro rappresentanze non ostacolino ma arricchiscano di contributi migliorativi questo processo di riorganizzazione dei servizi sociosanitari».

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