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Le pratiche? Nullaosta in meno di 100 giorni

Le pratiche? Nullaosta in meno di 100 giorni

Il bilancio della Regione: il 69% delle case ha avuto il via libera al contributo, autorizzato un miliardo

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BOLOGNA. Il traguardo è ancora lontano, ma ci si avvicina a grandi passi, almeno così raccontano i numeri. Perché la ricostruzione privata, in attesa della fase più complessa legata alle Unità Minime d’Intervento, sfonda la soglia del 66%, attestandosi complessivamente al 69 con un picco per i danni B e C che arrivano all’80.

Sono 7369 le pratiche presentate, 5066 quelle a cui è stato autorizzato il contributo e 1962 già accettate. Se a ciò si aggiungono le oltre 5mila prenotate (i termini scadevano il 15 maggio), si arriva ad una proiezione del 95% di progetti.

Fuori da tutto ciò ci sono però i casi più complessi, o comunque giudicati tali.

Quei casi limite per cui l’assessore Palma Costi ha annunciato un tavolo ristretto con i tecnici regionali e i professionisti incaricati dai cittadini oltre a quelle riunioni specifiche che ciclicamente vengono fatte nelle aree terremotate. «Ormai dobbiamo affrontare i casi singoli - dice - Le ordinanze trattano di questioni generali, ma ora ci serve entrare nello specifico».

Ma le criticità nei rapporti tra uffici pubblici e privati, emersa anche in una lettera sottoscritta da 150 tecnici, raccontano due facce di una stesse medaglia: da una parte si dice che ingegneri e architetti abbiano troppi incarichi (il 18% della ricostruzione è in mano ad appena il 3% dei professionisti), dall’altra si sostiene la lentezza delle risposte: servono 100 giorni di media tra l’istruttoria e la concessione del contributo mentre vengono elaborate mediamente 99 pratiche al mese per i danni leggeri e 91 per quelli pesanti.

C’è poi da organizzare un raffronto con il maggio 2014, che puntualmente il sito della Regione - appena rinnovato - propone: in 365 giorni si contano 2100 cambiali emesse, 700 milioni di contributi concessi, 360 milioni di contributi erogati, 4700 unità abitative sistemate per 6900 abitanti coinvolti e 2200 unità immobiliari ad uso abitativi ripristinate.

Se il mondo dei privati, con tutti i distinguo del caso, procede, è più complesso il percorso degli edifici pubblici. Certo, alla copertura totale del danno stimato mancano ancora 735 milioni di euro, ma è soprattutto la complessità dei progetti - spesso collegati a vincoli storici - che rallentano la corsa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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