«Non possiamo vietare l’antenna»
Campegine, il sindaco Cervi: «Lo dice la legge, ma faremo controlli sull’aria»
CAMPEGINE. «L’amministrazione comunale è stata la prima a non concordare sul luogo in cui è stata installata la nuova antenna, ma le norme nazionali non permettono al Comune di intervenire né di decidere dove questi ripetitori possano o non possano venire installati».
È con queste parole che Paolo Cervi, sindaco di Campegine, risponde alle polemiche scoppiate nei giorni scorsi su Facebook per la comparsa, all’angolo tra via Tito e via Matteotti di un cartello che segnala che proprio lì, a pochissima distanza dalle abitazioni, entro la fine dell’anno sorgerà un ripetitore della Wind.
Oltre a essere preoccupati per la propria salute – dal momento che a Campegine, di antenne di telefonia, ce ne sono già altre quattro – i cittadini si erano arrabbiati perché nessuno li aveva informati di questa ingombrante – e pericolosa – decisione.
«Sembra assurdo che un Comune non possa decidere dove far mettere una costruzione alta 12 metri però così è – afferma il primo cittadino – perché le antenne di telefonia sono considerate installazioni funzionali a servizi pubblici e di conseguenza non entrano nei piani urbanistici comunali. L’amministrazione comunale inoltre – aggiunge Cervi – non deve riferire né a mezzo stampa né in consiglio di opere di questo tipo, ma noi abbiamo pubblicato tutto sull’albo pretorio come da normativa. Credo che forse, in questo caso, più del Comune, che ha subìto la situazione tanto quanto i cittadini, avrebbe potuto prevalere la regola di buon vicinato e il proprietario avrebbe potuto almeno avvertire i confinanti dell’imminente installazione. L’unica cosa da fare d’ora in poi – conclude il sindaco – è tenere monitorate le emissioni in paese e verificare che Arpa faccia i controlli periodicamente».
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