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Ottiene il riconoscimento dal padre naturale 97enne

di Tiziano Soresina
Ottiene il riconoscimento dal padre naturale 97enne

Villa Minozzo: con il test del Dna Loretta Righi diventa anche l’unica erede. Da bambina scampò all’eccidio di Cervarolo: «Ora ho riscattato mia madre»

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VILLA MINOZZO (REGGIO EMILIA). Non è stata una vita facile quella di Loretta Righi anche se sempre affrontata con grande dignità e coraggio: figlia di una ragazza madre in anni di miseria e pregiudizi, conoscerà, ancora bambina, a Cervarolo – il 20 marzo 1944 – la brutalità tedesca sfociata in un eccidio a cui riuscirà a sfuggire per miracolo, poi le difficoltà del dopoguerra quando essere “figlia di NN” è un peso insopportabile, complici le cattiverie della gente.

Per fortuna anche per lei la “ruota” comincerà a girare: la mamma che si rifà una vita, lei che si sposa e va ad abitare a Reggio mettendo su famiglia, la strage nazifascista mai dimenticata che uscirà dall’oblio arrivando nelle aule giudiziarie per un processo (in cui sarà una testimone-chiave) che darà giustizia alle 24 vittime di quell’assurda rappresaglia.

Ma Loretta continua ad avere un peso dentro di lei, perché sa chi è suo padre e vuole essere riconosciuta anche se lui è quasi centenario. Ne parla con il legale e amico di famiglia Italo Rovali che è anche il presidente del Comitato familiari-parenti delle vittime di Cervarolo e con cui è in contatto frequente per il processo sull’eccidio che sta decollando.

E’ il passo decisivo per avviare l’iter giudiziario – in tribunale a Reggio – per ottenere il riconoscimento della paternità naturale. Vuole riconosciuto un suo diritto, conosce perfettamente come andarono le cose: lui ventenne che lavora come operaio a Cervarolo per costruire le briglie del torrente che scorre vicino al borgo, la relazione con sua madre (Santina Righi) che rimane incinta, il “no” alle nozze perché l’operaio non ne vuole sapere visto che ha la fidanzata, ignara, che l’attende altrove .

Si cerca di evitare il procedimento, ma la promessa dell’anziano di riconoscerla non si concretizzerà mai, da qui l’avvio della causa civile. In tempi record (7 giorni) il giudice Annamaria Casadonte dà il via libera per il test del Dna e gli accertamenti di laboratorio sul tampone faringeo non lasciano dubbi: il 97enne è il padre naturale di Loretta. Con il responso in mano lei si precipita alla casa protetta di Villa Minozzo dove l’anziano genitore è ospite e con una salute malferma che di lì a poco lo porterà alla tomba.

«Sono venuta a dirti che sono tua figlia» esclama Loretta. «Sono contento» la flebile ma sincera risposta del padre. Con il riconoscimento della paternità naturale, lei diventa anche l’unica erede, come sancito dal giudice civile Donata Romano che revoca il testamento a favore dei nipoti redatto anni prima dall’anziano. «L’onestà è stata ripagata dalla giustizia – commenta il legale Italo Rovali che in questa battaglia giudiziaria è stato affiancato dai colleghi Vainer Burani e Francesco Gatti – e Loretta ha potuto così riscattare la madre».

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