«Pensavo che ci avrebbe colpiti tutti»
«Aveva questa borsa a tracolla dalla quale ha tirato fuori l’accetta. Io ero seduto nel tavolino proprio accanto a lui. Parlava da solo, straparlava. Mi sono rivisto in quell’aggressione avvenuta a...
«Aveva questa borsa a tracolla dalla quale ha tirato fuori l’accetta. Io ero seduto nel tavolino proprio accanto a lui. Parlava da solo, straparlava. Mi sono rivisto in quell’aggressione avvenuta a Milano qualche tempo fa, di quel tipo che aveva colpito la gente a colpi di piccone e costata la vita a diverse persone. L’arma è diversa, ma le conseguenze potevano essere uguali. Così, non ci ho pensato due volte: ho preso il telefonino, mi sono spostato e ho chiamato i carabinieri». Giovanni Chiaramonte è uno degli avventori del bar Armony di via IV Novembre, testimone dell’inquietante episodio avvenuto lunedì pomeriggio. «Sono il titolare di una tipografia, vengo qui a mangiare perché la titolare è una mia amica: quando ho visto quell’uomo con l’accetta sul tavolino e con loro sguardo minaccioso rivolto verso di lei, ho capito che bisognava fare qualcosa». Anche lui ha sentito il 44enne toscano parlare tra sè e sé. «Diceva: adesso li ammazzo, adesso li ammazzo tutti. Poi ha iniziato a ridere come un pazzo. Io ero proprio accanto a lui, se davvero avesse usato quell’accetta, sarei stato il primo davanti...». (el.pe)
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