A Luzzara arriva Salvini, Costa (Pd) ironizza
Il leader leghista nella Bassa per sostenere la candidata Sacchi. Ilsegretario democratico: «Niente uova, qui le usiamo per fare la sfoglia»
LUZZARA. Oggi venerdì alle 17, al centro polivalente di via Panagulis, arriva Matteo Salvini. Il segretario federale della Lega Nord aprirà la “due giorni” della festa provinciale del Carroccio per sostenere la candidata sindaca leghista Chiara Sacchi.
Imponenti le misure di sicurezza messe in campo per garantire il corretto svolgimento della manifestazione. In serata interverranno Tony Iwobi, responsabile Lega Nord all’immigrazione; la consigliera comunale di Bologna Lucia Borgonzoni e tutti i consiglieri regionali. Domani, alle 21, invece, sarà presente l’onorevole Massimiliano Fedriga.
«Sono sicuro che la visita di Matteo Salvini a Luzzara non si trasformerà nell’ennesimo momento di scontro – commenta Andrea Costa, sindaco uscente del paese, segretario provinciale Pd ed anche candidato per la lista Centrosinistra per Luzzara alle amministrative del 31 maggio –. Qui, oltre che tolleranti, siamo anche gente pratica: le uova le usiamo per fare la sfoglia. Il mio paese ha nel proprio Dna ingredienti come la democrazia, la solidarietà, la tolleranza e l’intelligenza: facciamone sfoggio anche in questa occasione. Mi auguro altrettanto, però, che il segretario del Carroccio non ecceda nei toni della propaganda, che non venga a deformare l’immagine della nostra comunità, un territorio in cui la solidarietà si è accompagnata alla crescita economica e all’esercizio di diritti e doveri chiari. Tant’è che qui non c’è il clima di tensione di certe periferie. Chissà che la visita a Luzzara di Salvini possa servigli per raccontare alla Regione Lombardia come si gestisce il post-terremoto nella legalità e ridando alle comunità abitazioni e luoghi pubblici».
Per Massimo Comunale, candidato sindaco della lista di sinistra L’Altra Luzzara, «Salvini non è il benvenuto. La Lega non ha titolo di parlare a nome della nostra comunità. Salvini spieghi dov’era quando il suo tesoriere Belsito utilizzava i rimborsi elettorali per operazioni finanziarie a Cipro e in Tanzania; dov’era quando Bossi e famiglia saccheggiavano le finanze del partito». (m.p.)
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