Appalti, patto antimafia contro le infiltrazioni
Sant’Ilario: il Comune stringe le maglie dei controlli con l’aiuto della prefettura Sotto la lente anche i subappalti e le assegnazioni pubbliche di basso importo
SANT'ILARIO. Anche Sant'Ilario si unisce al protocollo antimafia più severo per gli appalti pubblici. Ieri mattina in prefettura, il prefetto Raffaele Ruberto ed il sindaco di Sant’Ilario d’Enza Marcello Moretti – alla presenza dei rappresentanti delle forze di polizia reggiane - hanno firmato un documento d'intesa, che rende operativa nel paese sull'Enza la direttiva del ministro dell’Interno sui controlli antimafia preventivi nelle attività a rischio di infiltrazione. In che modo? Allargando la necessità di “Informazioni Antimafia”, e dei conseguenti controlli, anche agli appalti e ai subappalti che sarebbero esclusi dalla normativa europea perché di importo ridotto. Così, la lente di ingrandimento su eventuali opacità si ampia a tutta quella rete di appalti “piccoli”, in cui spesso vengono frazionati gli interventi più importanti, e su cui è storicamente più difficile intervenire efficacemente. Si punta a «incrementare le misure di contrasto ai tentativi di infiltrazione mafiosa, garantendo altresì la trasparenza nelle procedure di affidamento e di esecuzione delle opere».
Sant'Ilario è il 38esimo Comune reggiano ad aderire a questo protocollo di legalità sugli appalti pubblici, uno dei temi più delicati per quanto riguarda le infiltrazioni di organizzazioni mafiose. Il documento impegna il comune a rivolgersi alla prefettura per avere informazioni sulle aziende coinvolte anche per contratti con cifre inferiori alla soglia comunitaria, e a farlo anche per gli accordi di affidamento per opere di urbanizzazione di privati, se previste nel piano strutturale comunale. Il caso classico è questo: un privato ottiene il permesso per edificare e in cambio si accolla le spese per le opere di urbanizzazione. Anche i lavori che verranno fatti in queste situazioni, sinora esclusi perché seguiti da privati, verranno quindi verificati preventivamente. Infine, il Comune è chiamato a fare da controllore sulle condizioni di sicurezza dei lavori anche per gli appalti indiretti.
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