Costa Concordia, il recupero raccontato dagli esperti
REGGIO EMILIA. Le immagini della Costa Concordia, la nave da crociera naufragata il 13 gennaio 2012 sulle coste dell'Isola del Giglio dopo l'inchino fatale che causò la morte di 32 passeggeri, hanno...
REGGIO EMILIA. Le immagini della Costa Concordia, la nave da crociera naufragata il 13 gennaio 2012 sulle coste dell'Isola del Giglio dopo l'inchino fatale che causò la morte di 32 passeggeri, hanno colpito tutti. Piegata su un fianco, la nave che ospitava a bordo 4229 persone, di cui 1013 membri di equipaggio e 3216 passeggeri, con le sue 114.000 tonnellate di stazza evocava lo spettro del disastro ambientale per una delle più belle coste d'Italia. L'unico modo per salvaguardare il delicato ecosistema dell'Isola del Giglio era tentare il recupero del relitto, avvenuto con successo grazie anche alle competenze di una delle più importanti aziende del nostro territorio, Fagioli spa. Come sia stato possibile effettuare questo complesso intervento lo spiegherà questa sera (ore 19.30) nell'Aula Magna dell'Università degli studi di Modena e Reggio l'ingegner Paolo Cremonini, chief operating officer di Fagioli Group, cda di Fagioli spa e responsabile dell'operazione, nel corso di una conferenza dal titolo "La Concordia e l'ingegno italico".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google