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Fusione, Lindo Ferretti voterà sì «Siamo in pochi, è l’unica strada»

di Adriano Arati
Fusione, Lindo Ferretti voterà sì «Siamo in pochi, è l’unica strada»

Collagna, anche per l’artista di Cerreto Alpi è una scelta difficile: «È l’occasione giusta per reagire» «Prevale una sensazione di sfiducia ma se vince il “no” diventiamo la periferia di Castelnovo Monti»

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COLLAGNA. Il referendum sulla fusione? «Chiede il consenso per qualcosa che non si può non fare, è nell’ordine delle cose». Giovanni Lindo Ferretti non vede molte alternative all’accorpamento fra i quattro Comuni di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto, al centro del referendum di domenica 31 maggio, quando gli abitanti del crinale saranno chiamati a dare il loro parere – ufficialmente consultivo, ma solitamente decisivo per il prosieguo della procedura – sulla fusione. E la discussione in loco, fra favorevoli e contrari, si sta accendendo.

Il cantante ex leader dei Cccp e scrittore parla da persona direttamente coinvolta, da anni è tornato a vivere a Cerreto Alpi, dove è nato e dove ha la sua famiglia. E per lui, la fusione è l’unica strada per la sopravvivenza: «La vera domanda del referendum è: “volete provare a darvi da fare, costituirvi in unico comune e darvi un nome? Se rispondete sì vi aiutiamo economicamente con agevolazioni e finanziamenti. Se dite no ci pensiamo noi: sarete la periferia di Castelnovo Monti, il comune della montagna». Anche perché la scelta «non è tra lasciare tutto com’è o diventare un unico comune: “tutto com’è: i 4 comuni divisi e ognuno a casa sua” non c'è più da un po’, chi non se ne è accorto è molto distratto. Per dirne una facile: l'assistenza domiciliare agli anziani, se non diventiamo un solo comune, non si sa che fine farà perché è dell'Unione non del singolo comune e l'Unione non ci sarà più».

Un esempio? «La Chiesa Cattolica, che grazie a Dio non è democratica e, se il caso, decide, da anni ha accorpato le parrocchie dei quattro comuni in un unico vicariato e gli ha dato il nome più bello, quello storicamente più significativo», ricorda Ferretti. «Dispiace? Non poteva fare diversamente, non ci sono più abbastanza parrocchiani né sufficienti preti per tenere aperte le canoniche che vorremmo. Bisogna fare di necessità virtù e, magari, ringraziare».

Le condizioni non permettono altro. E’ necessario decidere cosa «fare di noi stessi, delle nostre vite, del nostro voler continuare ad abitare in montagna, a casa nostra, in un tempo in cui le scelte si fanno sui grandi numeri e noi siamo pochi, siamo disgregati e inconcludenti. Più facili alla lamentela che alla decisione».

Oggi, rimarca Ferretti, si valutano i numeri. E il crinale offre «borghi con meno abitanti di una scala di condominio e comuni con meno abitanti di un isolato, i nostri quattro comuni insieme non fanno gli abitanti di una via di quartiere in città; e sono voti: l'unità di misura della democrazia dei numeri. Un nostro consiglio comunale vale meno, sui mezzi di informazione, di una associazione ambientalista per la tutela del ginepro che i montanari considerano un infestante ma gli piace, ne facevano l'albero di Natale, e qualche esperto considera in estinzione, da tutelare, e preferirebbe estinti i montanari».

E in tutto questo, ci sono polemiche e discussioni che Ferretti trova difficili anche solo da comprende: «Siamo nella meraviglia della retorica democratica; solo nei periodi di decadenza delle civiltà le cose semplici si ingarbugliano e le parole vengono usate per confondere».

Anche se, concede Ferretti, «è difficile appassionarsi; prevale un senso di sfiducia, di rassegnazione, come fosse irrimediabilmente finito il tempo in cui si riconosceva alla politica, alle istituzioni, la possibilità e capacità di risolvere problemi, progettare soluzioni».

Un altro segnale sullo stato di salute delle nostre: «Siamo messi male da ogni punto di vista. Fosse una malattia saremmo in prognosi riservata, ma non siamo morti, non del tutto, non ancora; potrebbe essere il momento giusto per reagire, cambiare terapia, sforzarsi: provare a guarire. Non è facile ma bisogna tentare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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