Gazzetta di Reggio

Reggio

«Il fucile puntato su di noi hanno preso tutti i soldi»

di Elisa Pederzoli
«Il fucile puntato su di noi hanno preso tutti i soldi»

Regina Pacis: violenta rapina in una garage, botte e schiaffi a due ventenni La vittima: «Erano in due a volto scoperto, ci hanno detto che torneranno»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Minacciati con un fucile, aggrediti, picchiati. E infine rapinati di oltre 900 euro. E’ quello che è accaduto martedì sera verso le 23, nel garage-taverna di una piccola palazzina di via Geminiani, quartiere Regina Pacis. Vittime due ragazzi di appena vent’anni, riuniti per una serata in compagnia.

«Volavano botte, urla. Una violenza inaudita. Ancora oggi non so spiegarmi, non riesco a capire. Quei due non li avevo mai visti». Jean Claude Bressan – 21 anni da compiere tra un paio di mesi, in attesa di occupazione – porta ancora i segni della colluttazione della sera prima: il sopracciglio è coperto da un cerotto. «Mi ha colpito qui, con il calcio del fucile. Non sono ancora andato all’ospedale, ma forse lo farò: mi sento rintronato...» spiega.

Quando il primo bandito ha fatto irruzione era in compagnia del coetaneo, uno studente universitario, in attesa di altri amici. «C'è un divano, un televisore. Io e gli amici ogni tanto stiamo qua – spiega il giovane – La porta era aperta purtroppo: a un certo punto ci siamo trovati davanti questo tizio, avrà avuto sui trent'anni. Il volto scoperto. In mano un fucile: non so se fosse vero, di certo non aveva il tappo rosso come dovrebbero avere le armi quando sono giocattoli. L’ha puntato al volto del mio amico. Parlava in napoletano. Ha detto di mettere i soldi in un sacchetto».

Già, perché nel garage-taverna di soldi ce n’erano. E i malviventi, evidentemente, lo sapevano. «Al mattino ero stato in Posta con mio padre, per ritirare quei 900 euro. Risarcimento di un incidente che avevamo avuto. Forse mi hanno visto, forse qualcuno mi ha seguito» racconta. Bressan e l'amico hanno tentato una reazione. «Di certo noi non glieli volevamo dare - spiega - Gli ho parlato, in napoletano come lui perché sono mezzo napoletano anche io. Ma lui a quel punto ha colpito me in faccia col calcio e il mio amico al torace. Poi, ci ha preso la testa e ci ha sbattuti l’uno contro l’altro. Ci voleva umiliare, intimidire». Ma non è finita. «Ad un certo punto abbiamo sentito dei rumori da dietro la porta. Pensavamo agli amici che aspettavamo. Invece era un altro bandito. Anche lui col volto scoperto. Più vecchio dell'altro, potevano essere padre e figlio. Non lo so. Mi ha preso per i capelli, ci ha sbattuto le teste di nuovo. Io ho provato a ribellarmi ancora, ma lui mi ha detto che dovevamo avere rispetto, che sarebbero tornati, che lui era un ex poliziotto…».

A quel punto i due sono scappati, a piedi. Si sono dileguati nel buio. Forse, si sono diretti nel parchetto: a due passi da lì, c'è anche la via Emilia. In bicicletta, ipotizzano i ragazzi. «Abbiamo anche tentato di rincorrerli, ma sono scappati e non li abbiamo più visti».

Sul posto sono stati fatti intervenire i carabinieri del Nucleo Radiomobile. Hanno raccolto la denuncia dei due giovani, stravolti e allarmati dall’accaduto; nel frattempo sono stati raggiunti dalle famiglie. Presto dovranno tornare in caserma per visionare gli album fotografici dei fotosegnalati: se i banditi hanno dei precedenti, potrebbero essere presto identificati. E si potrà fare luce su un episodio che merita di essere approfondito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google