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Il maxi processo a Reggio: chiesta la video-conferenza

Il maxi processo a Reggio: chiesta la video-conferenza

REGGIO EMILIA. Il problema si è posto nell’ultima udienza sul sequestro dei beni ai fratelli Sarcone e stiamo alludendo alla mancanza – in tribunale a Reggio – dell’attrezzatura che permette ai...

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REGGIO EMILIA. Il problema si è posto nell’ultima udienza sul sequestro dei beni ai fratelli Sarcone e stiamo alludendo alla mancanza – in tribunale a Reggio – dell’attrezzatura che permette ai detenuti sottoposti al carcere duro (nel caso specifico il boss Nicolino Sarcone, in cella a Rebibbia perchè coinvolto nell’operazione antimafia Aemilia) di seguire il processo in video-conferenza.

Una carenza non da poco che ha costretto il trasferimento della prossima udienza nel tribunale di Modena che è dotato di un’aula adeguata, ma in prospettiva può essere un grosso problema, se non risolto, visto che nel giro di un anno dovrebbe aprirsi proprio a Reggio il maxi processo sull’inchiesta Aemilia che vede attualmente oltre duecento indagati e sei persone a cui il ministro della Giustizia ha disposto – su richiesta della Dda – l'applicazione del 41 bis, il cosiddetto carcere duro (Nicolino Sarcone, Antonio Gualtieri, Alfonso Diletto, Francesco Lamanna e Michele Bolognino e Romolo Villirillo, tutti accusati di associazione di stampo mafioso perché considerate figure di primo piano del clan Grande Aracri).

Sei persone, quindi, che potenzialmente potrebbero richiedere di seguire il maxi processo in video-conferenza. «In effetti quanto accaduto con Nicolino Sarcone nella vicenda giudiziaria che lo riguarda è stato un campanello d’allarme – spiega Francesco Caruso, presidente del tribunale di Reggio – e sto preparando la richiesta che girerò al ministero della Giustizia per avere anche a Reggio l’apparecchiatura per la video-conferenza».

Difficile fare previsioni sui tempi d’installamento ed è presumibile che almeno un paio di udienze sul sequestro dei beni ai Sarcone si terranno in tribunale a Modena. Tempi che, comunque, saranno già maturi quando scatterà il maxi processo di mafia, quindi con conferma dello svolgimento a Reggio, anche se la magistratura dovrà affrontare una sede adeguata (una palestra?) ad ospitare una causa così delicata e soprattutto affollata.(t.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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