Inaccettabile punire i comuni virtuosi
Nel corso della giornata odierna la stampa ha riportato il dibattito emerso in seno all’assemblea dei sindaci in materia di tariffa dei rifiuti.
Da quanto riporta la stampa, sono stati diversi i primi cittadini del nostro territorio a lamentare un evidente stato di insoddisfazione. Tra gli aspetti denunciati, l’impossibilità di determinare le tariffe, la vanificazione delle politiche tese ad incentivare la raccolta differenziata, la difficoltà ad instaurare un rapporto proficuo con Atersir e le modalità di strutturazione della tariffa che, così come proposta, non consente di fare valutazioni gestionali in merito ai servizi collaterali.
A prescindere da ogni valutazione di merito in ordine alle considerazioni sviluppate, un primo fatto emerge in modo assolutamente indiscutibile.
Le amministrazioni comunali, a conclusione di una lunga fase di trasformazione dei soggetti incaricati allo smaltimento dei rifiuti hanno di fatto perso il controllo politico del servizio e, conseguentemente, la possibilità di operare politicamente sulla conseguente imposta. In secondo luogo, appare evidente che, l’interlocutore, non pare particolarmente interessato a mettere in atto iniziative tese a ricostruire questi rapporti. A ben vedere dovrebbe essere assolutamente prioritario per la società cercare di raccogliere le istanze delle amministrazioni anche solo per la semplice considerazione che, queste oltre che i destinatari delle prestazioni (ragione di per se più che sufficiente) costituiscono (anche se solo parzialmente) la proprietà della società. Dal tono delle dichiarazioni pare però che la duplice posizione non sia di per se comunque sufficiente (sigh!).
Per quanto ci riguarda, non possiamo che esprimere la nostra solidarietà alle amministrazioni, auspicando che quanto accaduto nell’ambito dell’assemblea non rappresenti che la prima di una serie di iniziative tese a riformare una serie di aspetti sempre meno comprensibili e giustificabili.
Tra le altre, non penso di dire nulla di particolarmente nuovo evidenziando come le considerazioni formulate dai primi cittadini in ordine alla necessità di arrivare ad una tariffazione puntale, siano da anni auspicate da tutto il mondo imprenditoriale, come la necessità di avere maggiori dettagli in ordine alla struttura delle tariffe, rappresenta a tutti gli effetti un diritto al fine di esaminare le scelte migliori per le comunità rappresentate.
Per non parlare della raccolta differenziata. Ora, che in un sistema legislativo nazionale ed europeo, da anni proteso ad incentivare politiche tese a diminuire i rifiuti e a favorire il riciclaggio, vengano danneggiati i comuni che si dimostrano più virtuosi, è obiettivamente inaccettabile.
Credo che oggi vi siano le condizioni per intraprendere una seria iniziativa di riorganizzazione della gestione. I sindaci da questo punto di vista hanno lanciato un segnale importante e da per diversi aspetti atteso da tempo. Visto che il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti sono a tutti gli effetti servizi pubblici, tanto che il loro costo è coperto da una vera e propria tassa, occorre che le linee strategiche di gestione e la definizione dei costi del servizio siano sottoposti ad un chiaro, aperto e condiviso dibattito politico in cui tutti gli attori siano debitamente e chiaramente informati. Il mondo delle imprese non può non raccogliere questa sfida e dare il proprio sostegno alla prosecuzione del percorso.
direttore Confesercenti
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