Gazzetta di Reggio

Reggio

Black-out, a Reggio rimborsi per 8 milioni

di Evaristo Sparvieri
Black-out, a Reggio rimborsi per 8 milioni

Nella nostra provincia sono oltre cinquantamila le utenze rimaste senza elettricità dopo le nevicate del 6 e 7 febbraio

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Otto milioni di euro per oltre cinquantamila utenze della nostra provincia, rimaste senza elettricità durante la nevicata del 6 e 7 febbraio. Mentre per le associazioni di consumatori è ancora aperta la partita dei risarcimenti danni, arrivano i rimborsi in bolletta a cittadini e imprese interessati dall’interruzione dell’energia elettrica durante le nevicate di inizio febbraio. È quanto rendono noto dalla Regione, citando dati e cifre calcolati dagli enti gestori: Enel, Iren ed Hera in totale rimborseranno 147.222 clienti, per un importo complessivo di 26.857.468 euro. Molti rimborsi sono stati in parte già corrisposti. I rimanenti saranno nella prossima bolletta.

«Si tratta di un primo, doveroso passo per il riconoscimento del disagio che hanno subito i cittadini e le imprese colpiti dalle eccezionali nevicate di febbraio», commenta l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo. Nel dettaglio, per Enel i clienti che saranno rimborsati toccano quota 142.629, per un importo complessivo di 26.047.933 euro. Di questi, 50.399 i reggiani, per una cifra pari a 8.103.852 euro. Quanto a Iren, i clienti sono 887, tutti collocati nel comune di Parma, per un importo di 83.995 euro. Per Hera, infine, su un territorio composto dalla provincia di Modena, i clienti da rimborsare sono 3.706, per un importo di 725.540 euro.

I criteri in base ai quali sono stati definiti i rimborsi sono quelli previsti dall’Autorità per l’energia elettrica con la delibera 198 del 2011. Nel caso di interruzioni senza preavviso, come delle nevicate di febbraio, l’interruzione minima per i Comuni definiti ad “alta concentrazione territoriale”, quindi con più di 50.000 abitanti, deve essere di 8 ore per la bassa tensione (utenze domestiche) e di 4 per l’alta tensione (attività produttive); per i Comuni a “media concentrazione”, con un numero di abitanti compreso tra 5.000 e 50.000, le ore minime di interruzione sono 12 per l’uso domestico e 6 per le attività produttive; infine, per i Comuni a “bassa concentrazione”, con meno di 5.000 abitanti, le ore di interruzione salgono rispettivamente a 16 e a 8.

Criteri che non sono andati giù soprattutto ai sindaci della montagna, i più penalizzati dalle interruzioni, per i quali sono in arrivo anche i rimborsi più magri. Ed è per questo che l’assessore regionale assicura che sono ancora in corso incontri per valutare l’effettiva equità dei rimborsi. «Siamo in contatto con l’Authority, che sta effettuando un’indagine ricognitiva che si concluderà a dicembre 2015, per valutare possibili, ulteriori iniziative a garanzia dell’equità dei rimborsi – aggiunge Gazzolo – Un tema che continua ad essere al centro degli incontri che stiamo svolgendo nel tavolo istituzionale con gli enti gestori».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google