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il processo

Chiesti due anni per la coppia di “nonni stalker”

di Carlo Gregori
Chiesti due anni per la coppia di “nonni stalker”

Zona ceramiche: nipotine e genitori, assillati, cambiarono casa. La difesa: «E’ solo affetto, assolveteli»

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ZONA CERAMICHE. Il processo ai nonni-stalker sassolesi è giunto alle ultime battute: ieri la pubblica accusa ha chiesto al giudice Francesco Cermaria un anno a testa di carcere per la coppia di settantenni che per molti anni avrebbe perseguitato senza tregua la figlia 43enne, suo marito e le due nipotine.

La difesa ha chiesto l'assoluzione. La parte civile ha invece chiesto una provvisionale di trentamila euro, associandosi alla richiesta di condanna.

Comunque la si guardi, la vicenda che coinvolge questi due nonni e la loro figlia che non li vuole vedere è una faccenda controversa che apre uno spaccato sui contrasti di una normale famiglia modenese (la figlia e la sua famiglia sono stati costretti a stabilirsi nel territorio reggiano), che arriva a scelte estreme, dolorose e che necessitano l'intervento di un giudice per dire una parola definitiva.

Così è stato ieri in tribunale, quando sia l'accusa che la parte civile – l'avvocato Corrado Cerfogli – hanno ripercorso una lunga lista di episodi secondo i quali i due nonni avrebbero tentato di avvicinare la prima delle nipoti dopo essere stati allontanati dalla loro figlia, madre della piccola, per i loro continui interventi a suo avviso importuni e insistenti dopo aver accudito la bimba i primi quattro anni di vita mentre la madre era al lavoro.

La rottura è stata definitiva ma non totale, perché se la figlia ha fatto di tutto per tenere i nonni alla larga, questi – al contrario – avrebbero fatto di tuto per avvicinarsi.

E quando la figlia ha traslocato, con grandi sacrifici economici, per allontanarsi dai genitori importuni, questi hanno cercato di seguirla durante il trasloco.

Ci sono riusciti in seguito, facendo domande al catasto. Due filmati mostrati in aula riportavano le registrazioni degli screzi telefonici.

La difesa degli imputati, al contrario, ha sostenuto che il loro era solalemte il desiderio di due nonni di cercare una corresponsione di affetti. La sentenza è prevista per il 21 luglio prossimo.

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