"E lo chiamano jazz..." allo Spazio Gerra un'epopea in bianco e nero
Accanto alle immagini di Riccardo Schwamenthal, postazioni video e una sezione sugli anni d'oro della scena musicale reggiana
REGGIO EMILIA. Il jazz. Il suo sbarco in Italia. La sua diffusione massiccia in tutta la Penisola, in primis nei club milanesi dove le grandi star internazionali, facevano un regolare sold out e infine il suo arrivo a Reggio Emilia. Tutto questo è E lo chiamano jazz…, la mostra che Fotografia Europea 2015 porta allo Spazio Gerra (piazza XXV aprile 2), a cura di Rocco Pandiani.
Tre i nuclei principali della mostra: le straordinarie immagini di Riccardo Schwamenthal (Vienna, 1937) che dagli anni ’50 ha immortalato le prime storiche tournée italiane di nomi del calibro di Louis Armstrong, Duke Ellington, John Coltrane e Thelonious Monk. E poi le infografiche e i video realizzati con la consulenza di Rocco Pandiani e infine una sezione dedicata esclusivamente alla diffusione del Jazz a Reggio Emilia.
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Al centro dell’esposizione E lo chiamano jazz… sta la narrazione per immagini del periodo in cui il Jazz sbarcava in modo massiccio in Italia: quando i grandi nomi internazionali, accolti come star, riempivano i club milanesi mentre parallelamente cresceva e si affermava una generazione di straordinari musicisti nostrani che dal Jazz sconfinava al cinema e alla canzone melodica.
Tutto questo attraverso gli scatti di uno dei fotografi che è stato testimone della planetaria diffusione di questo genere musicale che affonda le proprie radici nel blues e si caratterizza per un rapporto immediato con i ritmi scanditi dalla terra e dal lavoro: Riccardo Schwamenthal.
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Attorno a queste immagini straordinarie si innesta un percorso narrativo costruito con video e documentari realizzati ad hoc, infografiche e percorsi sonori, realizzati con la consulenza di Rocco Pandiani, tesi a rendere quanto più possibile fruibile il racconto di una dimensione artistica che per definizione è sempre stata considerata elitaria e distante dal linguaggio popolare. Un’ulteriore sezione documentaria, in collaborazione con la Biblioteca Panizzi, approfondisce le origini e il diffondersi della cultura jazz a Reggio Emilia a partire dal dopoguerra, attraverso immagini e testimonianze in gran parte inedite.
Nota biografica
Nato a Vienna nel 1937, Riccardo Schwamenthal si trasferisce a Bergamo già negli anni quaranta. Le sue diverse attività testimoniano di un ampio concetto di cultura che spazia dalla fotografia, alla musica alla cultura folk. Al centro dei suoi interessi è il jazz, che Schwamenthal scopre negli anni cinquanta parallelamente alla sua passione per la fotografia.
Da allora fotografa sia compositori che musicisti, immortalando le prime storiche tournée italiane di nomi del calibro di Louis Armstrong, Duke Ellington, John Coltrane, Thelonious Monk e molti altri ancora. Riccardo ha continuato a fotografare artisti e concerti jazz nei dintorni della sua città e a Milano per diversi anni e ad organizzare concerti e festival di musica jazz.
Le immagini di Schwamenthal sono state pubblicate in diverse riviste specializzate in Europa, Giappone e negli Stati Uniti e sono utilizzate su numerose copertine di dischi, libri e nel film “Last Date” su Eric Dolphy. Le fotografie di Riccardo Schwamenthal sono accolte con favore dalla critica ed esposte in tutto il mondo. Riviste quali Musica Jazz, Ritmo e Jazzit le pubblicano regolarmente SPAZIO GERRA, piazza XXV aprile 2 – 4212 Reggio Emilia
Orari apertura e mostre
- Dal 22 maggio al 26 luglio da venerdì a domenica
- Venerdì: 16-23. Sabato 10-23. Domenica e festivi: 10-20
- Aperture straordinarie: dal 18 giugno al 16 luglio
- Giovedì: 21-24. Domenica 5/07: 20/24
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