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Fiere, la Cgil si schiera con la Prampolini

Fiere, la Cgil si schiera con la Prampolini

Alberini: «La proposta della Confcommercio è il primo atto concreto per tentare il salvataggio»

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REGGIO EMILIA. Sembrava tutto finito. al punto che per questo estremo tentativo di risuscitare le Fiere di Reggio, alla fine qualcuno dovrà chiederne la riesumazione della salma. Ma tant’è: dopo la proposta lanciata, soltanto due giorni fa, dalla Confcommercio reggiana- che sostanzialmente si riassume con una soluzione ponte che permetta alla società Fieremilia di continuare a organizzare eventi e alle realtà economiche e politiche della città di cercare nuove alleanze per il polo fieristico - arriva la presa di posizione, non scontata, della Cgil, che con il componente della segreteria provinciale Matteo Alberini sottolinea come «la proposta anticipata dalla presidente di Confcommercio per tentare di garantire la continuità delle attività espositive a Mancasale, nelle more del fallimento dell'ente espositivo, rappresenta il primo atto concreto e realistico del sistema economico reggiano per tentare - in articulo mortis - di evitare la cancellazione di un importante elemento di promozione della economia locale, oltre che una insostituibile fonte di lavoro per le varieattività dell'indotto».

Secondo la Cgil quella formalizzata in questi giorni dall’organizzazione di viale Timavo è «una proposta la cui realizzabilità concreta và verificata seriamente e rapidamente, impegnando tutte le altre associazioni di rappresentanza della economia reggiana, ed in primo luogo la stessa Camera di commercio di Reggio Emilia, che non può limitarsi ad assistere passivamente al fallimento delle Fiere, in virtù della sua missione di promozione della economia locale, se non per il fatto di essere l'azionista di maggioranza di Reggio Emilia Fiere».

Invero, la Cgil striglia anche il resto della triade degli enti locali. Secondo Alberini «Comune ed Amministrazione provinciale di Reggio devono anch'essi recuperare il proprio ruolo "politico" di orientamento per contribuire a salvare quello che è ancora salvabile, nel rispetto delle loro prerogative, delle compatibilità economiche ed anche dei diritti dei creditori della procedura fallimentare». Si tratta di un percorso complicato, da fare in tempi rapidissimi per poter chiedere agli organizzatori degli eventi di aspettare ancora un poco acercare soluzioni fuori dalla nostra provincia. Bisogna provarci».

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