La denuncia della famiglia: «Franco è morto per quel dosso»
Parla la cognata di Grasselli: «E’ stato costruito pochi giorni fa e non è segnalato: un pericolo»
REGGIO EMILIA. «Quel dosso, costruito appena pochi giorni fa, non è segnalato: non ha le righe gialle e non c’è alcun cartello. Siamo convinti che Franco abbia perso il controllo della moto, che tanto amava e conosceva bene, per quello. Chiediamo che venga fatto qualcosa al più presto, perchè altri motociclisti potrebbero trovarsi nella stessa situazione». Il giorno dopo la tragedia della Roncina è il giorno delle lacrime tra i parenti di Franco Grasselli, il motociclista di 47 anni che ha perso la vita nel tragico incidente di mercoledì pomeriggio in via dei Templari, ma anche quello in cui spinge la voglia di capire cosa e successo.
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«Siamo andati a vedere il luogo dell’incidente – spiega la cognata, Patrizia Campani – Ci siamo subito accorti che poco prima e poco dopo il passaggio a livello ci sono due dossi. Un signore che abita là ci ha detto che li hanno fatti da pochi giorni, tanto che durante i lavori la strada è rimasta chiusa al traffico. I dossi, però, non sono segnalati. Sono colore dell’asfalto, senza righe gialle. Secondo noi è stato proprio su quel dosso che Franco ha perso il controllo della moto, finendo fuori strada e poi contro quegli alberi».
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Certo, non era la prima volta che Franco Grasselli percorreva quella strada: la utilizzava per raggiungere il lavoro, alla concessionaria Severi e Scorcioni di via Fratelli Bandiera, dalla sua abitazione di via Teggi. «Ed è possibile che non andasse piano, ma quei dossi in quel modo sono pericolosi – sottolinea la parente – Stiamo anche valutando di andare da un avvocato, di fare qualche passo. Vogliamo sapere se qualcuno ha sbagliato a lasciare la strada in quelle condizioni: avrebbero dovuto riaprire con i lavori completati».
Intanto, dopo i rilievi della Municipale, dalla procura è arrivato il nulla osta al funerale. La data troverà conferma oggi, ma l’intenzione della famiglia è quella di dare l’ultimo saluto al 47enne domani mattina: il feretro lascerà Coviolo alle 9 per raggiungere la chiesa di Quattro Castella, quindi proseguirà per il cimitero locale. «Era una persona allegra, sempre sorridente. Aveva tanti amici. E la moto era la sua passione: anche la scorsa estate aveva fatto un lungo viaggio all’estero. Sapevamo che la moto è pericolosa, ci preoccupavamo. Ma speravamo che questo giorno non sarebbe mai arrivato. Franco ci mancherà tanto» confida la cognata Patrizia, facendosi testimone del sentimento dei fratelli di Franco, Dante e Annalisa. E di Francesca e Andrea, i nipoti che il 47enne amava tanto. Il dolore è forte anche tra i tantissimi amici: sulla sua pagina Facebook parole commosse e ricordi.
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