Presi con 2 quintali di hascisc sul camion
La polizia arresta un narcotrafficante e due trasportatori spagnoli: la droga era diretta al mercato emiliano dello spaccio
REGGIO EMILIA. Quasi 200 chili di hascisc, stipati dentro un camion per il trasporto dei liquidi, partito dalla Spagna e bloccato in provincia di Alessandria: si tratta del più grande sequestro del genere nella nostra regione. Un carico di ingentissimo valore che avrebbe dovuto poi arrivare a Reggio e alimentare, da qui, il mercato emiliano dello spaccio al dettaglio.
E’ un colpo che fa male quello inferto al traffico internazionale di stupefacenti da parte degli investigatori della Squadra mobile di Reggio, guidata dal dirigente Gugliemo Battisti. Tre le persone finite in manette: i due camionisti, gli spagnoli Vincent Roig Bort (48 anni) e Marco Antonio José Alonso (64 anni), e quello considerato il vero narcotrafficante, Omar Adimy, 35enne marocchino domiciliato a Persi di Borghetto di Borbera (Alessandria) ma ufficialmente residente in Spagna.
E’ lui l’uomo chiave dell’operazione. Lui che teneva i collegamenti con la nostra città, con i piccoli pusher dalla cui attività sono partite le indagini. E’ incensurato, nessun apparente problema con la giustizia. Ma i suoi spostamenti sono stati attentamente monitorati dagli investigatori della Squadra mobile reggiana, unitamente ai colleghi della questura alessandrina. «Avevamo il sentore che fosse arrivato un grosso carico dall’estero. Sono stati giorni di intensi appostamenti» spiega Battisti.
Sino al decisivo passo falso del magrebino.
Il carico finalmente è arrivato a Borghetto, un minuscola località che conta appena 2mila abitanti martedì. Non un luogo a caso, probabilmente. «Carichi come questo vengono fatti arrivare in località molto periferiche, per non passare nell’occhio» fa notare il dirigente della Mobile. Il marocchino si è trovato con i due autotrasportatori nel piazzale davanti al cimitero del paese. Qui, tra loro ci sono state comunicazioni e il controllo della merce. Poi, però, è scattato il blitz della polizia: sei le pattuglie reggiane in trasferta. I tre sono stati bloccati praticamente subito, tranne che per un vano tentativo di fuga del 35enne. Quello che hanno trovato sono stati sei cartoni da 30 chili ciascuno, per un totale di circa 186 chili di sostanza stupefacente, di probabile provenienza marocchina. «Un valore ingentissimo: basti pensare che un grammo di hascisc al dettaglio costa qualcosa come 10 euro» spiega Battisti. Quei 186 chili, dunque, avrebbero fruttato tranquillamente 2 milioni di euro di valore commerciale, una volta che fossero stati immessi nel circuito dello spaccio. «Crediamo - sono le parole del dirigente della Mobile - di aver dato un colpo mortale al traffico di questi individui».
All’operazione arriva anche il plauso del questore, Isabella Fusiello. «Quando mi sono insediata ho posto tra le priorità, oltre la lotta al degrado urbano, anche il contrasto al piccolo spaccio – sono le parole del questore – Sono convinta che per contrastare efficacemente la lotta al piccolo spaccio non bisogna trascurare indagini articolate, che debbono necessariamente dirigersi verso il traffico internazionale. E’ un fenomeno che investe più paesi. Il sequestro avvenuto martedì è la dimostrazione che da una realtà come quella reggiana si può arrivare a individuare un gruppo di criminali che opera nel campo del traffico di droga su scala internazionale». Il sequestro di questi 186 chili si aggiunge agli 80 chili di sostanza già sequestrati dalla Mobile da inizio anno e ai quaranta arresti per il piccolo spaccio. «Sappiamo bene che debellare questo fenomeno è quasi impossibile, ma tutti questi arresti rappresentano un chiaro segnale di attenzione al fenomeno e aiutano a contrastarlo e a limitarlo» conclude.
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