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Rimasto senza lavoro l’ex sindaco diventa una guida turistica

di Paolo Ruini
Rimasto senza lavoro l’ex sindaco diventa una guida turistica

Toano: Michele Lombardi, 46anni, “ricomincia da capo” dopo dieci anni come primo cittadino e la fabbrica chiusa

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TOANO. Come si cambia per poter affrontare la crisi e ricominciare. La storia di Michele Lombardi è sicuramente emblematica. Michele è stato per anni impiegato presso l’ufficio commerciale di un’azienda ceramica poi, per la passione della politica, ha deciso di candidarsi a sindaco di Toano e dopo due legislature come primo cittadino non ha potuto più ricandidarsi. Finiti i suoi mandati da primo cittadino, ha avuto la notizia che non poteva più rientrare nell’azienda dove lavorava e per lui si sono aperte le porte della mobilità…

Nonostante questo momento difficile “nel mezzo del cammino di nostra vita….” ha deciso a 46 anni di cambiare vita e di diventare un accompagnatore turistico.

Dopo due mandati come sindaco perché non ha continuato nella strada della politica, magari ricoprendo un ruolo pubblico?

«Non ho ricoperto nuovi ruoli pubblici perchè la mia storia professionale nasce nel privato, nel mondo ceramico, dove ho iniziato a lavorare dopo la maturità. La mia speranza era, ed è quella di poter rientrare, nonostante le difficoltà dovute alla crisi economica, nel mondo privato»

Che cosa le rimane, ora che ha 46 anni, dell’esperienza pubblica?

«L’esperienza di amministratore comunale prima e sindaco dopo è stata per me eccezionale, sia dal punto di vista umano che da quello professionale: un’esperienza di “vita” che mi ha fatto apprendere molto e crescere, soprattutto umanamente. Ho avuto la soddisfazione di lavorare in prima persona come sindaco, per il mio paese, e nonostante le difficoltà e problemi vari ho avuto la soddisfazione di vedere nascere opere e servizi utili per tutta la cittadinanza. Diciamo che mi è sempre piaciuta l’amministrazione della cosa pubblica, molto meno la politica, soprattutto se vediamo come la politica si e' evoluta ,purtroppo, negli ultimi anni».

Per questo non ha continuato nel campo politico?

«Forse è anche per questo che non ho più di tanto cercato altre strade o incarichi in ambito politico. I pregi di fare il sindaco sono soprattutto quelli di avere un contatto diretto e costante con i cittadini del tuo Comune, il sapere che lavori ogni giorno per costruire qualcosa che serve a tutti».

Difficoltà incontrate?

«Le difficoltà maggiori sono state legate al periodo economico particolarmente duro, che ha ridotto drasticamente le risorse dei Comuni: spesso c’erano idee e progetti, ma non i fondi per concretizzarli. Fare il sindaco, soprattutto di un piccolo comune, è prima di tutto un impegno civico e sociale: sei davvero in prima linea, e quando riesci a realizzare qualcosa, la soddisfazione è enorme».

Dopo dieci anni era sicuro di poter rientrare nel vecchio posto di lavoro?

«Ero preparato a un rientro “difficile”: l’azienda aveva già iniziato, da oltre un anno, a ridurre il personale. Sapevo che, dopo dieci anni di assenza, i rischi c’erano. Beh, ho cercato di non perdermi d’animo, e capire cosa fare del mio futuro, senza piangermi adosso. Ecco pechè ho deciso di diventare accompagnatore turistico: ho le basi linguistiche, l’amore per il mio territorio, il piacere di stare con le persone».

Crede di essere pronto a questa nuova sfida?

«Gli ingredienti necessari per diventare, spero, una buona guida turistica penso ci siano. Così, in ottobre, ho deciso di iscrivermi al corso, che terminerà, con l’esame, in questo mese di maggio. Io credo che tutto il territorio provinciale, assieme alle province limitrofe, abbia notevoli potenzialità. Bisogna mettere in rete la zona montana con la zona delle colline, quindi anche il comprensorio ceramico, che ha centri storici con monumenti di notevole interesse, vedi rocche e castelli».

Altri punti di interesse?

«La pianura e i centri capoluogo di provincia, ad esempio il sistema del fiume Po e i centri storici di Reggio e Modena.Abbiamo, vicino a noi, il distretto della Ferrari e dell’auto, che attira già molti turisti. Abbiamo una ricchezza enogastrnomica, tra aceto balsamico, parmigiano reggiano e tutto il resto, enorme. Bisogna lavorare non su un unico punto, ma cercare di collegare, tra loro, le peculiarità di cui accennavo. E’ quello su cui mi piacerebbe lavorare, in futuro».

Un pacchetto turistico?

«Sarebbero necessari alcuni giorni per apprezzare tutto quello che il nsostro territorio può offrire. Partirei visitando il centro storico di Reggio. Poi un passaggio in una acetaia zona colline, senza però tralasciare una visita, ad esempio, alla Rocca di Scandiano o al castello di Castellarano. Poi in Appennino visita a un castello matildico, a un caseificio, un passaggio alla Pietra è d’obbligo, e per chi lo desidera e si sente in forma, una camminata su un sentiero, e perchè no, una passeggiata sul Cusna. Abbiamo un territorio ricchissimo di cultura, arte, paesaggio, ambiente e tante altre cose, dal Po al Crinale!»

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