Salvini: «Stranieri in hotel e terremotati senza casa»
Luzzara, nessuna contestazione al comizio del leader della Lega Nord
LUZZARA. «E’ caduto il muro di Berlino e cadrà anche quello di Luzzara, perché nella storia non c’è nulla d’immutabile». Questo il pronostico di Matteo Salvini,nel comune della Bassa per sostenere la candidata sindaca Chiara Sacchi nella tornata del 31 maggio.
La visita del leader del Carroccio è filata via senza problemi e alla fine lo schieramento di polizia e carabinieri, che presidiava la zona di via Panagulis, è rimasto inoperoso. Nei pressi del centro polifunzionale non si è infatti presentato alcun contestatore e i militanti del Carroccio hanno potuto partecipare con tranquillità all’inaugurazione della loro festa provinciale, scattando foto e facendo qualche brindisi con il segretario nazionale. Ad accogliere Matteo Salvini c’erano anche il segretario provinciale Gianluca Vinci, quello emiliano Fabio Rainieri, il capogruppo in consiglio regionale Alan Fabbri ed altri consiglieri del partito, tra cui la brescellese Catia Silva.
Salvini ha indossato una maglietta bianca con la scritta “Lega Nord Lusera” e poi ha tenuto un breve discorso, dove ha sottolineato il valore simbolico della sfida di fine mese.
«Siamo a casa del segretario provinciale del Pd e dunque queste elezioni valgono doppio. Chiara Sacchi e i suoi candidati sono persone normali, come me, che dicono che bisogna pensare prima di tutto alla nostra gente, i reggiani, i luzzaresi”. Il segretario ha colto l’occasione della visita in uno dei territori italiani a maggiore densità d’immigrazione, per ribadire alcuni concetti cari al suo partito.
«Gli immigrati irregolari, gli sfaccendati i clandestini non sono il benvenuto. I regolari, se rispettano la società e le tradizioni, sono i benvenuti. Poi è un problema di numeri. Se sono troppi l’integrazione non è possibile e il rischio è quello di farsi dettare le regole da loro».
Non è mancato un riferimento al terremoto del 2012. «A distanza di 3 anni in Emilia sono stati rimborsati soltanto il 10% dei danni ai privati e alle imprese. Inoltre – ha concluso – ci sono 1.200 emiliani che vivono ancora fuori casa, mentre anche qui ci sono prefetti che telefonato ai sindaci per trovare i posti letto negli alberghi per quelli che sbarcano a Lampedusa».
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